La chiamava 76 volte al giorno: scattano divieti per l’ex
Un uomo di 45 anni aveva messo in atto atti persecutori poi denunciati della donna di 37 anni che si è rivolta ai carabinieri
GUASTALLA. Sarebbe stata la fine della relazione sentimentale decisa dall’ex fidanzata a trasformarlo in un vero e proprio incubo per la donna, portandolo a macchiarsi di una serie di condotte persecutorie per le quali è scattata la denuncia.
Si tratta di un uomo di 45 anni al quale è stata applicata la misura cautelare del divieto di avvicinamento all’abitazione, al posto di lavoro e da qualunque altro luogo frequentato dall’ex compagna, prescrivendogli di mantenere una distanza di almeno 150 metri dai luoghi dalla stessa frequentati vietandogli inoltre di comunicare con lei attraverso qualsiasi mezzo.
Un argine posto per volontà del sostituto procuratore Maria Rita Pantani dopo le indagini svolte dai carabinieri di Guastalla, che hanno rilevato il comportamento altamente pericoloso messo in atto dall’uomo.
Il provvedimento è stato eseguito quindi dai carabinieri a tutela della donna, una 37enne, residente in provincia di Reggio, così come l’ex di 45 anni, protagonista dell’amara vicenda. Dopo la fine della relazione sentimentale avvenuta per decisione della donna, dallo scorso mese di luglio l’uomo avrebbe tenuto comportamenti persecutori nei confronti dell’ex fidanzata vittima di appostamenti, telefonate assillanti ed offensive: anche 76 in un giorno. A questo si aggiungono messaggi minacciosi e offese fatte direttamente, anche di persona, con urla e frasi ingiuriose. Un comportamento che ha cagionato alla donna un perdurante e grave stato d’ansia e di paura causando nella stessa timore per la propria incolumità tanto da vederla costretta a mutare le proprie abitudini di vita, limitando anche le uscite.
Episodi raccolti in una dettagliata denuncia e verificati dai carabinieri, in seguito alla quale è stato emesso il provvedimento cautelare richiesto ed ottenuto dalla procura reggiana. Ai carabinieri guastallesi non è rimasto altro se non applicare la misura cautelare decisa dal tribunale di Reggio sulla base delle indagini.
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