Case e superbonus «Settore stravolto dalla pandemia»
Quattrocento professionisti all’evento della Scuola Edile «Il Covid ha ridefinito la percezione degli spazi domestici»
reggio emilia. Case come uffici o luoghi di lavoro, case come luoghi di stress o diverso benessere: il Covid ha cambiato il nostro abitare. E le ingenti risorse in arrivo col bonus del 110% stravolgono un intero settore. Sono oltre 400 i professionisti – rappresentanti di imprese del settore delle costruzioni e normali committenti – che parteciperanno all’evento di formazione “La casa che immagini”, organizzata da Scuola Edile di Reggio, in collaborazione con Golden Path.
Al via domani (online, dalle 16 alle 18), con esperti di calibro nazionale su come progettare l’abitabilità e vivibilità il 2 e il 4 novembre, e su come realizzare il 9 novembre.
Per Mauro Carretti esperto da oltre 40 anni e titolare di Golden Path, società che si occupa di salute e benessere negli ambienti, il Coronavirus rispetto al tema delle case «ha portato molte persone ad avere percezione del pericolo e disagi in primis dal punto di vista psicologico». E ancora: «Nell’abitazione non si era più abituati a studiare, lavorare, trascorrere tutte le feste. In alcuni casi questo ha ridotto lo stato di benessere e salute tradizionalmente associato alla casa. Pertanto ci siamo posti il problema di attivare azioni preventive di tutela sulle caratteristiche che devono avere le nostre abitazioni di oggi e di domani. La pandemia ha avviato un nuovo percorso».
Per tornare ad avere benessere dove si vive, bisogna innanzitutto cominciare «dalle scelte di tecnologie, soluzioni, materiali che si adottano, a partire della progettazione. La casa che immaginiamo ora deve far superare i disagi che significa portare benessere anche nel lavoro. E ai tecnici è richiesto questo».
Quanto al superbonus del 110%, «ha stravolto il settore ma attenzione, nell’approccio su vivibilità e benessere non c’è una correlazione diretta. Però offre una grande opportunità, quella di scelta: materiali sostenibili, riciclabili, posati con attenzione e che abbiano una ricaduta positiva sulla salubrità dell’ambiente, certificati, selezionati, con occhio di riguardo a ventilazione e illuminazione, fino allo sviluppo della domotica. Se colto bene il 110 fa ragionare acquirenti e progettisti»
Temi sui quali interviene anche Andrea Sales, tra i relatori dell’evento, sociologo, psicoterapeuta, docente universitario e formatore aziendale, opinionista Rai e Mediaset. «Il Covid – spiega – ha ridefinito la percezione classica degli spazi da parte dell’uomo. Spazi sociali, relazionali, di prossimità. Gli spazi sociali sono stati anche normati (“almeno 1 metro di distanza…”) o ridefiniti dalla tecnologia (come i nuovi modi di comunicare online). Nel primo periodo, abbiamo avuto la paura del contagio e terrore della vicinanza dalle persone, oggi ci si saluta a distanza con pugno e gomito. Certo, cambiano le relazioni. Assisto a discussioni anche nelle famiglie con posizioni diverse, come sui vaccini. Con distanze fisiche e psicologiche».
Nel mentre la casa ha cambiato funzione ed è diventata ambiente lavorativo condiviso con l’uso domestico. «Prima era luogo di stacco dal lavoro, ora in casa si lavora anche e questo ha finito per ridisegnare gli spazi e, psicologicamente, soprattutto le relazioni nelle famiglie. Nel rispetto di chi purtroppo non c’è più, il Covid ha evidenziato come le relazioni più fragili siano crollate e quelle più solide in casa si siano consolidate, questo vale anche molte aziende».
In questa fase internet ha avuto un ruolo non indifferente. Troppa connettività? «Non è il problema di connettività, ma di intelligenza. Dobbiamo sapere quando appoggiare lo smartphone, spegnere il computer in casa. Le scuole in tal senso devo puntare di più sulla capacità di ragionare, perché il Covid ha aggravato questi fenomeni. Nel lockdown, chiusi tra le mura domestiche, la frustrazione si è amplificata e di base il concetto è che se non ci sentiamo accolti per i nostri bisogni ci incattiviamo, si diventa come animali feriti, ci si occupa solo di sé stessi senza occuparsi dell’altro. Questo spacca i rapporti anche nelle famiglie». Quanto al tema specifico della casa, invece, cosa si può fare di diverso al passato? «A un progettista mi sento di dire che occorre che prima analizzi come funzionano gli equilibri di una famiglia anche in relazione alla progettualità futura della stessa”.
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