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L’allarme del prefetto Rolli «Emesse già 18 interdittive»

L’allarme del prefetto Rolli «Emesse già 18 interdittive»

I rischi di infiltrazioni mafiose nel tessuto economico: «A fine anno saranno 36»

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REGGIO EMILIA. «Nei primi 10 mesi di quest’anno ho emesso 18 interdittive antimafia e ne firmerò altrettante entro dicembre. Il gruppo interforze della Prefettura (Dia compresa) sta lavorando intensamente. Il numero totale di 36 interdittive in un anno significa che i riflettori sono accesi e continuano a monitorare l’andamento del rischio infiltrazioni mafiose nell’economia». Lo ha annunciato ieri, a margine del dibattito sui 120 anni della Camera del Lavoro di Reggio Emilia, il prefetto Iolanda Rolli, interpellata sui recenti e inquietanti fatti di cronaca. Una tavola rotonda alla quale hanno partecipato il segretario provinciale della Camera del Lavoro, Cristian Sesena, e il sindaco Luca Vecchi.

«Dal 2010 – ha spiegato Rolli – la Prefettura di Reggio Emilia, guidata dai miei predecessori, ha firmato 160 interdittive; dei numerosi ricorsi ne sono stati accolti solo due. Questo fronte resta caldo: è fondamentale che le aziende non sane vengano emarginate dal settore produttivo. Anche per questo motivo siglerò con il Comune capoluogo (per poi estendere ai restanti comuni della provincia) un addendum al protocollo del 2015-2016, che consentirà un controllo a campione (con una percentuale di almeno il 10%) sull’edilizia».

Sul lavoro sono diversi i progetti che corso Garibaldi sta portando avanti. «La Prefettura è deputata al controllo del territorio, il che comporta anche tessere una rete a maglie sempre più sottile su un territorio concreto e produttivo come quello reggiano. Individuare possibilità criticità e intervenire in termini preventivi è uno dei nostri compiti, che stiamo svolgendo insieme al mondo sindacale e imprenditoriale. La prossima settimana istituiremo la “Sezione territoriale della rete di lavoro agricolo di qualità” e in parallelo una sezione sull’edilizia: si tratta dei due settori più a rischio infiltrazioni da parte della criminalità organizzata, oltre che più a rischio rispetto alla sicurezza. Le Sezioni Territoriali, derivanti da una legge nazionale che ha avuto una lenta applicazione, sono uno strumento di controllo sulla regolarità dei contratti applicati. Questo è un passaggio che da un lato guarda al lavoro e dall’altro guarda alla legalità».

Alla sottolineatura, da parte dei partecipanti alla tavola rotonda, che sui luoghi di lavoro servono «innovazioni legislative, potenziamento delle attività ispettive e una virtuosa collaborazione tra le parti», il prefetto ha replicato: «Certo i controlli servono, così come il senso di responsabilità da parte degli imprenditori. Il governo sta aumentando l’organico dell’Ispettorato del Lavoro per le verifiche dentro i cantieri. Nel frattempo, di fronte a un panorama imprenditoriale così vasto, può venire in aiuto l’informatizzazione e un controllo da remoto. Insieme a Cassa Edile stiamo realizzando un badge di cantiere per capire chi è presente in quel sito e in quella determinata fase di lavorazione tramite un badge di cantiere: ad esempio su un ponteggio non possono trovarsi addetti non formati».

La Cgil ha evidenziato come negli Osservatori regionali e provinciali salti all’occhio un rapido turn over di cambio di ragione sociale, spia delle difficoltà delle imprese, che potrebbero diventare facile esca di organizzazioni criminali prima dell’arrivo degli ingenti fondi del Pnrr.

Sull’andamento dei primi quindici giorni di green pass obbligatorio sui luoghi di lavoro il prefetto Rolli ha commentato con positività: «Nel mondo del lavoro reggiano abbiamo riscontrato la solita competenza e rispetto delle regole, no n si sono verificati problemi rilevanti. Ora l’Ausl ha diramato una comunicazione per facilitare i lavoratori senza vaccino».

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