Gazzetta di Reggio

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Il sindaco Vecchi 

«Nel post Aemilia si rischia il riflusso»

Am.P.

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REGGIO EMILIA. «Se a Reggio Emilia un uomo fa inginocchiare un ragazzo e gli spara alla testa si deve riflettere: significa che esistono pezzi di società non adeguati al nostro livello sociale». Così il sindaco Luca Vecchi ha commentato il delitto di Cadelbosco Sopra di sabato scorso, dove il titolare dell’officina DanteGomme – un altro luogo di lavoro – ha giustiziato l’ex dipendente Salvatore Silipo, 29 anni.

«Mi tolgo un sassolino dalle scarpe – ha premesso il primo cittadino – Ho visto cose anche quando i giornali hanno dormito: c’è una dimensione della trasparenza e una della segretezza. La pubblica amministrazione e i sindacati agiscono nella trasparenza, poi ci sono organi competenti e queste due entità non possono scambiare informazioni. Non credo che il maxiprocesso Aemilia abbia risolto il nodo della criminalità organizzata, anzi nel post Aemilia si rischia il riflusso. Siamo cresciuti a livello di consapevolezza, ora dobbiamo agire su altro livello: sappiamo che in alcuni settori i problemi e il rischio di infiltrazioni mafiose si sono concentrati, lì dobbiamo andare a verificare. Poi capita che in quei settori ci sia una forte matrice di estrazione territoriale. Dobbiamo dialogare tra comunità: Aemilia ha dimostrato che abbiamo avuto per anni una comunità nella comunità. Uno degli effetti di Aemilia è stata la rottura del dialogo interculturale, che ad esempio non è mai venuto meno con le comunità islamiche negli anni del terrorismo islamico. C’è qualcosa di molto profondo in una parte della società reggiana che non va sottovalutato».

Am.P.

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