Era senzatetto ma viveva in una villetta In manette un trafficante di eroina
Rintracciato e arrestato un 31enne tunisino. La Questura: «Aveva ruolo apicale e si limitava a smistare droga a chili»
Ambra Prati
REGGIO EMILIA. Risultava un senzatetto, ma gli affari dovevano andargli benone visto che viveva in una villetta di Rivalta insieme ad altri connazionali. Proprio quella villetta è stata circondata all’alba di ieri da un massiccio spiegamento di agenti della Squadra Mobile della polizia di Stato, che grazie a una serie di intercettazioni hanno individuato il nascondiglio del narcotrafficante.
Kaled Ben Hammar – almeno questo è il nome dichiarato dall’interessato, senza documenti –, tunisino di 31 anni, è stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente in esecuzione a un decreto di custodia cautelare richiesto dal pm Laura Galli e firmato dal Gip Luca Ramponi.
Secondo gli inquirenti è finito in carcere uno spacciatore di livello superiore, che da anni avrebbe riversato sulla piazza reggiana ingenti quantità di eroina.
Eroina tornata in auge nelle due tipologie (brown sugar, scura ed economica, e tailandese, bianca e più preziosa), acquistata da una clientela di mezza età e spesso consumata in associazione a cocaina ed eccitanti, per un effetto più intenso.
L’indagine è iniziata alla fine dell’anno scorso, in seguito a due arresti: il 24 dicembre 2020 è finito in manette Hichem Rhimi, tunisino proveniente dalla Francia fermato in stazione storica con mezzo chilo di eroina; il 23 febbraio scorso al parco del Gelso un altro tunisino proveniente da Milano, Hachim Kaddar, è stato pizzicato con un chilo di eroina in sasso.
Dietro ad entrambi i fermati, secondo gli inquirenti, c’era il medesimo fornitore: un tunisino che riforniva i connazionali dediti allo spaccio al minuto, sulla piazza reggiana ma anche in altre regioni. Per risalire la filiera della droga, i poliziotti hanno passato in rassegna i tunisini che avevano precedenti specifici e ben presto l’attenzione si è concentrata su Ben Hammar, una vecchia conoscenza: coinvolto nell’operazione Rexit (tunisini riforniti da albanesi), nella quale gli sono state contestate parecchie cessioni a cavallo tra il 2015 e il 2016, dopo due anni tra detenzione e di domiciliari il 31enne è stato scarcerato l’anno scorso e arrestato altre due volte, il 9 luglio 2020 dopo un inseguimento e il 30 settembre per resistenza a pubblico ufficiale.
In attesa di condanne definitive, però, era libero e secondo l’accusa non avrebbe mai smesso di trafficare, facendo carriera e passando all’organizzazione del trasporto. Il problema è stato rintracciarlo. Pur gravitando sulla città il 31enne risultava senza fissa dimora. Sono state necessarie delle intercettazioni nell’ambiente per identificare il suo domicilio. Tirato giù dal letto da decine di agenti Ben Hammar non ha opposto alcuna resistenza e la perquisizione domiciliare ha dato esito negativo.
«Crediamo di aver inferto un colpo al narcotraffico di eroina – ha detto il dirigente della Mobile Guglielmo Battisti –. Il fatto che nell’abitazione non siano state rinvenute né armi né droga a nostro avviso è una conferma del ruolo apicale dell’arrestato, che si limitava a smistare chili di eroina».
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