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Oggi a Coviolo l’addio a Salvatore Silipo «Non ti cancelleremo dal nostro cuore»

J. D. P.
Oggi a Coviolo l’addio a Salvatore Silipo «Non ti cancelleremo dal nostro cuore»

La salma partirà per Cutro, dove domani pomeriggio si svolgeranno i funerali. Resta in carcere l’assassino Dante Sestito

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CADELBOSCO SOPRA. Dante Sestito resta in carcere. Il gip Silvia Guareschi ha convalidato l’arresto e disposto la misura in carcere per il gommista 70enne accusato di omicidio.

Martedì l’uomo si era avvalso della facoltà di non rispondere in occasione dell’udienza di convalida che si è svolta in videocollegamento dal carcere.

Il pm Piera Giannusa, invece, ha liberato la salma del giovane meccanico, che ieri è stata esposta al cimitero di Coviolo, dove questa mattina ci sarà una funzione religiosa alle 9.30. «Il destino ti ha tolto troppo presto all’affetto dei tuoi cari, ma non ti cancelleremo dalla nostra memoria e dal nostro cuore», hanno scritto i familiari per ricordarlo.

La salma partirà subito dopo per Cutro, dove domani alle 16 si svolgeranno i funerali nella Chiesa Madre.

In questi giorni tante persone hanno espresso il loro cordoglio alla giovane vedova Pina Cortese, rimasta sola con due figli piccoli.

Mentre sul fronte delle indagini tutto procede nel massimo riserbo. L’autopsia è stata eseguita a Modena e ora i consulenti dovranno produrre le loro relazioni. Disposta anche una copia forense dei telefonini e computer delle persone che sabato pomeriggio erano nell’ufficio della Dante Gomme. Sarebbero stati acquisiti anche dei filmati.

I carabinieri stanno cercando di fare luce sul movente e dunque cercano conferme a quanto riferito dal fratello della vittima, Francesco, dal cugino Piero Mendicino e da altre persone informate dei fatti.

La vicenda ruota intorno a un ammanco avvenuto un mese e mezzo fa nella ditta. Si parla di alcune gomme, ma potrebbe esserci dell’altro.

L’avvocato del 70enne, Luigi Colacino del foro di Crotone, ha sostenuto che si sia trattato di un incidente, uno sparo partito per errore mentre l’obiettivo sarebbe stato soltanto quello di spaventare il 29enne.

I sopravvissuti, invece, hanno riferito una storia del tutto diversa e sostengono di essersi salvati solo grazie alla loro pronta reazione e alla rapida fuga all’esterno.

La procura di Reggio ha contestato per ora soltanto l’omicidio (e non anche il tentato) ma il silenzio di questi giorni indica che le indagini non sono concluse e si sta procedendo per fare piena luce sul delitto.

La vittima risulta estranea a contesti di malavita organizzata, così come lo sparatore (anche se la detenzione di una pistola illegale di grosso calibro, una 44 Magnum Smith & Wesson risultata rubata a Pieve di Cento il 16 gennaio 2019, è un aspetto che aggrava ulteriormente la sua posizione).

Sullo sfondo di questo omicidio ci sono elementi che riconducono l’officina di via Verga ad attività illegali di false fatturazioni (contestate ad Antonio Sestito, figlio di Dante).

Le modalità del delitto hanno provocato grande sconcerto e allarme sociale nella provincia di Reggio Emilia.

J. D. P.

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