Un atto di amore della città «E un modo di schierarsi»
Il sindaco Luca Vecchi elogia la nuova cittadina onoraria di Reggio Emilia «Una testimone contemporanea contro ogni forma di odio e di violenza»
REGGIO EMILIA. Per il sindaco Luca Vecchi, la cittadinanza onoraria a Liliana Segre «è un atto di amore, di adesione profonda e di passione civile verso ciò che la sua esperienza di vita e il suo straordinario esempio ci consegnano, anche e soprattutto come responsabilità sul futuro».
Ma ha aggiunto: «È anche una scelta e uno schierarsi della città».
Nel suo intervento, il primo cittadino ha più volte ringraziato la senatrice a vita «come donna e come sopravvissuta e testimone della Shoah» e ne ha sottolineato l’impegno «come testimone contemporanea contro ogni forma di odio, violenza e discriminazione» e per essere «uno straordinario esempio, in particolare per le giovani generazioni».
Vecchi, dopo aver rimarcato come la neo-reggiana abbia «più volte ricordato che una democrazia può perdersi lentamente nell’indifferenza, perché fa comodo non schierarsi», ha sottolineato che «Reggio invece sceglie di schierarsi in modo civile e pacato e sceglie soprattutto di farlo con chiarezza, in un momento storico difficile. I suoi valori, senatrice, sono i nostri valori e la nostra storia, la nostra città è la sua città».
Dopo aver ripercorso rapidamente il ruolo di Reggio nella storia del nostro Paese, citando la nascita del Primo Tricolore, passando per la Medaglia d’oro al valor civile e il contributo venuto da Reggio per la scrittura della Costituzione, Vecchi ha messo in evidenza come la nostra città abbia avuto un ruolo importante per la crescita della democrazia nel nostro Paese. «Il valore della diversità culturale, ideologica e religiosa – ha chiosato il sindaco – ha trovato in questa città, in cui oltre 18% dei cittadini hanno un’origine straniera, la via di un dialogo costante, interculturale e interreligioso. Un valore intorno a cui si è arricchita ed è cresciuta l’intera comunità».
E lo dico, ha chiosato, «dal Centro internazionale Loris Malaguzzi, simbolo internazionale dell’educazione dell’infanzia, dove c’è una scritta che sintetizza il senso profondo della nostra cultura civile e che dice che qui nessun bambino è straniero. Il luogo di una città che è partita dall’educazione per andare nel mondo».
Reggio, ha concluso il primo cittadino. «sceglie oggi di legare la propria storia alla biografia di una donna straordinaria, che ci ha più volte ricordato come coltivare la memoria è ancora oggi un vaccino prezioso contro l’indifferenza».
Concetti espressi anche nei loro interventi dalla presidente di Reggio Children Carla Rinaldi e dal presidente del Consiglio comunale Matteo Iori, quando quest’ultimo ha ringraziato la senatrice Segre «per essere una testimone e vittima, suo malgrado, e perché grazie a quelle sofferenze ha imparato e insegnato l’importanza di fare scelte e per aver reso il nostro futuro migliore e averci indicato la strada».
Dal canto suo Carla Rinaldi ha sottolineato invece come il Dottorato sia un ringraziamento che viene dal mondo dell’educazione: «Da un corso che vuole educare ricercatori capaci di scoprire e di meravigliarsi, come accade all’infanzia, non perché le bambine e i bambini amino il semplice, ma piuttosto perché sanno cogliere l’essenza della vita».
R.F.
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