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Cisl, Rosamaria Papaleo al vertice

Cisl, Rosamaria Papaleo al vertice

È reggiana la nuova segretaria regionale: «Nostra intenzione è ripartire da fragili e vulnerabili»

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REGGIO EMILIA. “Lavoro, tutela dei più fragili, inclusione” sono le parole chiave proposte dalla nuova segretaria della Cisl Emilia Centrale. Infatti ieri Rosamaria Papaleo, 46 anni di Reggio Emilia, laureata in giurisprudenza, avvocato, già ispettore del lavoro e segretaria della Cisl Emilia Centrale dal 2017, è stata eletta nuova segretaria generale della Cisl Emilia Centrale dal consiglio generale riunito a Modena. Papaleo rileva il testimone da William Ballotta, eletto nella segreteria Cisl Emilia-Romagna. Con lei risultano confermati i segretari Domenico Chiatto e Andrea Sirianni. Abbiamo posto alcune domande a Rosamaria Papaleo.

Papaleo, a Reggio Emilia e Modena qual è lo stato del mercato del lavoro?

«È in corso una ripresa molto positiva e sostenuta ma con significative differenze. Bene il manifatturiero e anche le costruzioni, grazie al superbonus. Ci preoccupa in primis l’elevato costo delle materie prime, dell’energia e dei semilavorati per l’industria che, ad oggi, è un limite della produzione; quindi la mancanza di manodopera qualificata, con specifico riferimento ai tecnici specializzati necessari nel manifatturiero; non ultima la drammatica ripresa degli infortuni sul lavoro».

L’industria reggiana e modenese. Pregi e limiti.

«Entrambe vantano più pregi che limiti, sono costituite da tanti imprenditori illuminati, laboriosi e appassionati. I nostri distretti sono un punto di forza rilevante. Indubbiamente, l’elevato numero di piccole e medie imprese espone il fianco alle grandi crisi, come quella pandemica. Alla controparte chiediamo di collaborare in modo più fattivo».

Alla luce del Pnrr quali le politiche del lavoro suggerite come Cisl?

«Creare occupazione di qualità, anche attraverso appalti per l’affidamento dei lavori non al massimo ribasso e superare il problema del disallineamento tra domanda e offerta di lavoro. È importante rafforzare il sistema dell’istruzione e della formazione continua, creando un dialogo continuo tra aziende e mondo dell’istruzione. Certo quest’ultimo è già operativo, ma dovremo renderlo strutturale anche con l’utilizzo di queste nuove risorse».

Lei si è spesa per la parità di genere. Cosa ancora non va nella nostra Regione?

«Prima della pandemia vantavamo livelli di occupazione femminile più alti che nel resto di Italia. Purtroppo in questi mesi così difficili le donne hanno avuto la peggio. Sono riemersi problemi atavici. Spaziano dalla precarietà delle tipologie contrattuali, alla distribuzione squilibrata dei carichi di lavoro alla conciliazione. La Cisl chiede politiche finalizzate alla creazione di lavoro stabile, a ridurre gap retributivo e segregazione verticale».

I giovani e il lavoro.

«Purtroppo i tassi di disoccupazione giovanile sono alti e dal 2019 ad oggi è aumentato anche il numero dei neet, cioè i giovani tra i 15 e 29 anni, che sono fuori da percorsi di studio, di formazione e non cercano neanche un impiego. Urgono azioni finalizzate a ridare fiducia, vanno potenziati i servizi per l’impiego occorrono riforme strutturali e non incentivi a pioggia, va ripensato e rafforzato il contratto di apprendistato, mai decollato».

Green Pass, quali ritorni avete avuto in questi primi giorni di obbligatorietà?

«C’è stata qualche criticità e abbiamo cercato di gestirla al meglio, soprattutto utilizzando lo strumento del dialogo ».

E si continua a morire troppo sul lavoro.

«Una piaga allarmante che va di pari passo con la ripresa economica. L’ultimo decreto varato dal Governo va nella direzione giusta, perché prevede un primo rafforzamento degli organici degli enti deputati ai controlli, l’inasprimento delle sanzioni e l’auspicato dialogo tra banche dati dei diversi enti, invocato da tempo e mai realizzato. Oltre a tutto questo servono formazione e l’informazione».

A Reggio e Modena chi sono i fragili?

«Oltre agli indigenti, i vulnerabili e chiunque dimora nelle periferie sociali, umane e del lavoro. La Cisl ha l’obiettivo di ripartire da queste persone».

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