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In centinaia per l’addio a Salvatore Silipo I parenti non credono al colpo accidentale

J. D. P.
In centinaia per l’addio a Salvatore Silipo I parenti non credono al colpo accidentale

Tanta gente ieri a Coviolo: poi la salma è partita per Cutro. Familiari e amici respingono la ricostruzione dello sparatore

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cadelbosco sopra. Tantissima gente ieri mattina ha salutato nel cimitero di Coviolo Salvatore Silipo, il padre di famiglia ucciso sabato scorso con un colpo di pistola a Cadelbosco Sopra all’interno dell’officina Dante Gomme di via Giovanni Verga.

IL FUNERALE

Almeno duecento persone, ma forse anche di più, hanno partecipato alla funzione religiosa che si è tenuta nella chiesetta del cimitero, prima che la salma partisse per Cutro, dove oggi si svolgeranno i funerali. La maggior parte delle persone sono rimaste all’esterno perché l’edificio non è abbastanza capiente.

Gli amici e i conoscenti del giovane di 29 anni hanno portato le loro condoglianze alla compagna della vittima, la giovanissima Pina Cortese, rimasta sola con due bambini piccoli, la madre e il fratello. A fine messa sono stati liberati in cielo dei palloncini bianchi e delle lanterne.

I parenti hanno scelto per il ricordino una foto di Salvatore in moto, una delle sue grandi passioni nel tempo libero. “Il destino ti ha tolto troppo presto all’affetto dei tuoi cari, ma non ti cancelleremo dalla nostra memoria e dal nostro cuore”, è la frase scelta dalla famiglia.

LA RICOSTRUZIONE

Per i parenti di Silipo questi sono giorni di grande dolore e di rabbia per il modo in cui è stato strappato loro il giovane. Per questo, a margine della cerimonia, hanno voluto commentare quanto detto dall’avvocato difensore di Dante Sestito, che ha parlato di uno sparo accidentale (il settantenne di fronte al giudice si è avvalso della facoltà di non rispondere, ma evidentemente ha riferito questa versione). Alla ricostruzione dell’indagato nessuno crede. «Salvatore veniva chiamato tutti i giorni dall’officina per la storia di un furto che era stato commesso. Sestito per questo si rifiutava di dargli gli assegni familiari, ai quali aveva diritto», hanno ribadito. Per i Silipo l’incontro di via Verga è stata una trappola. La riunione è stata convocata da Antonio, il figlio dello sparatore, al quale però non è stato mosso alcun addebito. Come già raccontato in questi giorni, sempre sulla scorta delle ricostruzione trapelata dai testimoni, Dante sarebbe comparso all’improvviso alle spalle dei due fratelli e del cugino, chiudendo la porta, e poi avrebbe sparato con la 44 Magnum risultata rubata nel bolognese nel 2019.

IL MOVENTE

La vittima considerava il gommista come un padre, dal momento che lavorava con lui da una decina di anni. I Silipo sono convinti che anche gli altri due convenuti avrebbero fatto la stessa tragica fine del 29enne se non avessero reagito e fossero scappati rapidamente all’esterno, dove poi hanno fermato una pattuglia dei carabinieri di passaggio. L’inchiesta della procura di Reggio e dei carabinieri prosegue. Evidentemente la vicenda non è chiusa con l’arresto di Sestito. Si continua a lavorare intorno al movente, anche se la sparizione di qualcosa di valore sembra essere il centro di questa vicenda.

J. D. P.

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