Varato un maxi-progetto da 360 milioni di euro per la rinaturazione del Po
Zanichelli: «La firma del Patto dovrebbe tenersi a bordo della motonave Stradivari il 19 novembre alla presenza del ministro Cingolani»
BORETTO. Buone notizie per la salute e la sicurezza dell’area del Po e di chi ci vive. Il ministero della Transizione ecologica ha infatti firmato il progetto per la rinaturazione dell’area del Grande Fiume, che coinvolge tutti gli enti interessati di Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, quindi con importanti ricadute anche sulle zone del Reggiano. Il maxi-progetto, concepito all’interno del Piano di ripresa e resilienza, prevede fondi per circa 360 milioni di euro che serviranno ad attuare in 37 aree specifiche (più altre 7 della zona del Delta) quel ripristino ambientale che è necessario per frenare l’eccessiva canalizzazione dell’alveo e il consumo di suolo, che da decenni indeboliscono l’ecosistema fluviale, con conseguenti fenomeni di dissesto, come le piene non controllate per la scarsità di zone di esondazione naturale. «Si tratta di un passo importante nella giusta direzione anche per la nostra provincia: non a caso la firma del Patto dovrebbe tenersi simbolicamente proprio a Boretto, a bordo della motonave Stradivari, il prossimo 19 novembre, alla presenza del ministro Cingolani e dei presidenti delle Regioni interessate», commenta il deputato reggiano del M5S Davide Zanichelli. «Si tratta di mettere in atto subito azioni fondamentali: interventi di riqualificazione, riattivazione e riapertura di lanche e rami abbandonati; riduzione dell’artificialità dell’alveo e in particolare l’adeguamento dei “pennelli”; riforestazione diffusa naturalistica; contenimento di specie vegetali alloctone invasive. In altre parole, si tratta di imboccare la strada che il Movimento 5 Stelle sostiene da sempre, quella secondo cui non esiste migliore medicina, contro il dissesto idrogeologico, che il rispetto della natura, evitando di concepire i fiumi come meri oggetti di sfruttamento economico. Perché politiche non sostenibili ambientalmente, alla lunga, diventano insostenibili anche economicamente, in quanto occorre poi porre rimedio con i soldi dei contribuenti ai disastri che possono provocare».
«In attesa di sapere a breve quali saranno specificatamente gli interventi progettati, le aree interessate e la ripartizione delle risorse, ringrazio per l’impegno dimostrato in questo progetto nel segno della transizione ecologica, oltre al ministro Cingolani, anche la sottosegretaria del MiTe Ilaria Fontana, mia collega del Movimento, che in questo periodo si è battuta in prima linea per questo risultato. Ridare al nostro grande fiume l’ambiente di cui ha bisogno significherà restituire sicurezza, evitare nuovi dissesti e disegnarne un futuro più solido del nostro fiume anche sul piano turistico ed economico», conclude Zanichelli.
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