Gazzetta di Reggio

Reggio

La risposta dei reggiani 

«A noi spetta il compito di condannare illegalità e malavitosi»

E.L.T.
«A noi spetta il compito di condannare illegalità e malavitosi»

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CADELBOSCO SOPRA. «A inquirenti, indagini e processi il compito di stabilire la verità. A noi tutti il compito di riaffermare senza indugio, con forza ed unità, la cultura della legalità, condannando fermamente ogni singolo atteggiamento violento, ambiguo, mafioso o malavitoso. Atteggiamenti che non appartengono, né mai dovranno appartenere, alle nostre comunità». L’eco dell’omicidio di Salvatore Silipo è stata nazionale. La risposta istituzionale ieri tramite la fiaccolata a Cadelbosco è stata forte, come ricorda il presidente della Provincia, Giorgio Zanni. L’omicidio del neopapà di 29 anni per mano dell’ex datore di lavoro che lo aveva “allevato” è uno tra gli avvenimenti criminali più rilevanti. Un atteggiamento malavitoso – vista quantomeno la modalità – contro il quale si sono scagliati ieri i sindaci del territorio reggiano, che un mese fa ha visto una sentenza all’ergastolo per 4 persone per gli omicidi di ’ndrangheta a Reggio e Brescello nel 1992, e l’arresto il 7 ottobre a Reggio di Salvatore Procopio, considerato il braccio armato della cosca. Fatti distinti ma che sono segno dell’attenzione sul fronte della lotta al crimine e alla criminalità organizzata in provincia.

E.L.T.

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