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CADELBOSCO SOPRA 

Botta e risposta in consiglio Il sindaco incolpa il giornalista

M.P.

Incalzato dal capogruppo dell’opposizione Zani, Bellaria replica deciso «È tutto registrato, se scrivono “A” per “B” non sono io quello in difetto»

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CADELBOSCO SOPRA. Il grave fatto di sangue avvenuto a Cadelbosco il 23 ottobre, dove un giovane di 29 anni, Francesco Silipo, è stato ucciso con un colpo di pistola dentro l’officina Dante Gomme, non pare aver creato un clima di unità in consiglio comunale.

Maggioranza e opposizione si sono divise anche su questo tema, e a farne le spese è pure la stampa.

Riepiloghiamo. Il gruppo d’opposizione “Cadelbosco per tutti” voleva presentare una mozione d’urgenza per la riunione di venerdì: richiesta bocciata, perché avanzata fuori tempo utile.

Venerdì, alla fine del consiglio, il capogruppo dell’opposizione Marino Zani ha presentato un’interrogazione urgente avente per oggetto “situazione infilitrazioni mafiose ’ndranghetiste e malavitose a Cadelbosco Sopra: cosa è stato fatto e quali sono i progetti futuri per combattere la criminalità organizzata”.

Zani ha ricordato i processi Aemila e Grimilde e gli spari al ristorante “La Perla”.

Per la verità, il gruppo di minoranza aveva già presentato al riguardo due interrogazioni, il 26 settembre 2019 e il 31 luglio scorso, ma le risposte del sindaco Luigi Bellaria non avevano soddisfatto i consiglieri di “Cadelbosco per tutti”.

«Non parlare di queste cose in consiglio – ha detto Zani – è imbarazzante. Un’amministrazione comunale deve essere in prima linea, non basta dichiarare di essere “a fianco delle forze dell’ordine”; bisogna creare la solidarietà nel paese».

Il sindaco Bellaria ha poi interrotto Zani invitandolo a concludere perché stava sforando i tempi, come da regolamento. E Zani ha sbottato: «Quando fa dichiarazioni ai giornalisti la pregherei di essere più preciso, perché io nella riunione dei capigruppo avevo detto che sarei stato presente alla fiaccolata, ma il giornale ha scritto una cosa diversa. Io l’avevo chiamata alle 9.31 di mercoledì mattina per dirle che avremmo partecipato alla fiaccolata, per dirle della mozione e per avere una possibilità di confronto, ma lei non ha risposto, non mi ha messaggiato né richiamato. Ha solo convocato i capigruppo».

A questo punto il sindaco Bellaria ha tirato in ballo la stampa. «Al giornalista ho replicato quello che avevo detto nella riunione dei capigruppo – ha detto il primo cittadino – poi il giornalista, se scrive quello che vuole... Scrivere è un discorso del giornalista, non è compito mio; è tutto registrato, più di quello non so che cosa dire. Se scrivono “A” per “B” sarà in difetto forse il giornalista, ma non il sindaco, in questo caso. Non ho risposto alla sua telefonata perché ero impegnato. Sulla mozione che non ho accettato di inserire nell’odg, dopo essermi consultato col prefetto, ho ritenuto di non parlare di una vicenda che è ancora da chiarire perché ci sono indagini in corso ed era prematuro parlare di questo argomento».

E sull’interrogazione di Zani, il sindaco Bellaria ha aggiunto: «Ci sono diversi argomenti e per dare le dovute risposte occorre tempo e in base al regolamento, non avendo elementi per dare una risposta immediata, mi riservo di inviarle risposta scritta entro 15 giorni».

M.P.

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