«Che sia mafia o altro non ha nulla da spartire con la nostra storia»
CALDEBOSCO SOPRA. «Quanto accaduto a Cadelbosco è un fatto di una gravità enorme che ha lasciato turbata un’intera comunità, ma direi l’intera comunità provinciale».
Le fasce tricolore sono tante, e c’è anche quella del sindaco del capoluogo Reggio Emilia, Luca Vecchi. Con lui tanti sindaci reggiani presenti a Cadelbosco per la fiaccolata di ieri, giunti dalla montagna alla Bassa, da quelli sostenuti dal Pd a tutti gli altri, come il neosindaco di Ventasso, Enrico Ferretti. Presente anche la vicesindaca di Casalgrande, Silvia Miselli.
Tutti hanno voluto fare fronte comune contro la violenza più cieca che ha portato alla morte di Salvatore Silipo, ucciso con un colpo di pistola dall’imprenditore 70enne Dante Sestito.
«È stato ucciso un ragazzo e quindi credo che di fronte alla morte bisogna avere l’ulteriore lucidità della consapevolezza della gravità – dice il sindaco Vecchi –. Respingiamo ogni forma di violenza e di prevaricazione, figlie di culture che possiamo dire mafiose o in un altro modo, ma che non hanno nulla a che spartire con la storia di convivenza civile di solidarietà e di etica del lavoro di queste terre e in particolar modo di Cadelbosco». Per Vecchi, «esserci oggi ha un valore simbolico ma è anche la dimostrazione della capacità reattiva di mobilitazione, perché in questi frangenti serve anche la mobilitazione, l’esatto contrario dell’indifferenza e del disimpegno».
E.L.T.
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