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Strage di Bologna 

Spunta in aula l’intercettazione che inchioderebbe Paolo Bellini

Spunta in aula l’intercettazione che inchioderebbe Paolo Bellini

Secondo l’accusa si parla di un “aviere” che avrebbe portato la bomba e l’ex Primula Nera aveva il brevetto, ma per la difesa la parola è “corriere”

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BOLOGNA. Chiudere l’istruttoria entro il 25 novembre, per poi lasciare spazio alla requisitoria della procura generale e alle arringhe degli avvocati. Questa la “road map” che il presidente della Corte d’Assise di Bologna, Francesco Caruso, vorrebbe seguire per accompagnare alle battute finali il processo sulla strage del 2 agosto 1980 a carico di Paolo Bellini, Piergiorgio Segatel e Domenico Catracchia.

L’idea, spiega Caruso poco prima di concludere venerdì l’udienza del processo, sarebbe di ascoltare gli ultimi testimoni della procura generale e delle parti civili entro il 15 novembre, per poi passare all’eventuale esame degli imputati e concludere con i testimoni delle difese, che nel caso di Bellini «saranno quattro o cinque, più due consulenti», spiegano i suoi legali Antonio Capitella e Manfredo Fiormonti.

Nel corso dell’udienza che si è tenuta venerdì, che nella sua parte finale è stata dedicata alla testimonianza del neo sindaco di Bologna, Matteo Lepore, è stata fatta ascoltare anche l’intercettazione ambientale fatta il 18 gennaio 1996 in casa di Carlo Maria Maggi, leader veneto dell’organizzazione di estrema destra Ordine Nuovo. In quell'intercettazione, stando alla trascrizione del consulente tecnico Michele Ferrazzano, che è stato ascoltato sulla questione, Maggi, parlando con la moglie e con il figlio Marco, attribuisce la strage del 2 agosto a Francesca Mambro e Valerio Fioravanti e fa riferimento a «un aviere» che avrebbe portato la bomba. Nell’intercettazione, che Ferrazzano si dice convinto di «aver trascritto correttamente», Maggi dice «ma in pratica già qua nei nostri ambienti... erano in contatto con il padre di ’sto aviere... e dicono che portava una bomba», e l’aviere in questione, secondo l’accusa, potrebbe essere proprio Paolo Bellini, che aveva un brevetto da pilota.

Di diverso parere i difensori dell’ex “Primula Nera” di Avanguardia Nazionale, che basandosi su una diversa trascrizione fatta dalla polizia scientifica dopo aver lavorato con vari filtri sull’audio dell’intercettazione sostiene che la parola pronunciata da Maggi non fosse “aviere” ma “corriere”.

Ferrazzano, però, contesta la procedura usata dalla polizia scientifica, in quanto convinto che il filtro utilizzato per “ripulire” l’audio «può aver cancellato o fatto perdere dei suoni», provocando di conseguenza un errore nella trascrizione.

Per quanto riguarda la prossima udienza, infine, mercoledì sarà in aula la vicepresidente della Regione, Elly Schlein, che come ha già fatto venerdì Lepore per il Comune parlerà dei danni subiti da Viale Aldo Moro a causa dell’attentato, mentre alle 11 dovrebbe finalmente testimoniare in videoconferenza, dopo i rinvii delle scorse settimane, l’ex boss della banda della Magliana, Maurizio Abbatino.

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