Contagi in aumento da due giorni «Molti provengono da nuovi focolai»
Anche ieri sono stati una quarantina i nuovi positivi reggiani Bedeschi: «C’è allarme, ma è presto per parlare di un trend»
Leonardo Grilli
reggio emilia. Dopo settimane in cui i nuovi contagiati Covid erano stabilmente attorno alla ventina – o meno – al giorno, nel fine settimana si è registrata un’impennata di positivi in provincia di Reggio Emilia.
Anche se è ancora presto per parlare di una tendenza vera e propria, questa impennata è tenuta sotto stretta osservazione dall’azienda sanitaria reggiana. Che guarda a questi numeri con una certa preoccupazione.
Ieri sono stati 41 i nuovi casi registrati in provincia – 40 quelli di sabato – 27 dei quali sono riconducibili a focolai già noti. Fra questi, 38 sono i malati in isolamento domiciliare mentre tre i ricoverati in terapia non intensiva su un totale di 35 reggiani accolti nei reparti Covid o nell’hotel messo a disposizione dall’Ausl. «Erano diverse settimane che eravamo al di sotto dei venti positivi al giorno – conferma Emanuela Bedeschi, direttrice del Dipartimento di sanità pubblica dell’Ausl di Reggio Emilia – ma in questi ultimi giorni abbiamo assistito a un aumento coerente con quello che accade nelle altre province. Anzi, in altri territori questa crescita è cominciata ben prima di noi. Sicuramente è un dato che ci preoccupa ma è ancora presto per parlare di una generale tendenza di aumento».
In molti casi, prosegue Bedeschi analizzando i contagi degli ultimi giorni, «si tratta di focolai e tamponi positivi effettuati a contatti di positivi. Ci sono poi alcuni casi nelle scuole e altri in gruppi di persone che hanno svolto attività assieme, oltre a qualche piccolo focolaio familiare. Per adesso non stiamo assistendo a nulla di particolarmente preoccupante e potremo dire sono nei prossimi giorni se si tratti di un aumento progressivo della pandemia o, invece, di picchi che si esauriscono una volta individuate tutte le persone coinvolte in un focolaio».
A incidere sul raddoppio dei casi sono anche due circostanze. In primo luogo «l’arrivo del freddo, che porta le persone a stare di più al chiuso. È importante fare attenzione, non dimenticare le norme di prevenzione del contagio e utilizzare correttamente la mascherina».
Vi è poi il “fattore Green pass”: «Una quindicina di nuovi contagiati – spiega la direttrice – sono emersi dai tamponi a cui si sottopongono i reggiani non vaccinati che hanno bisogno della certificazione verde».
Sta aiutando, soprattutto nelle scuole superiori, la «vaccinazione degli studenti sopra i 12 anni. La situazione pandemica nelle classi è decisamente diversa rispetto allo scorso anno».
Parlando di vaccini non si può però non tornare sull’argomento Johnson & Johnson: il monodose a cui si sono sottoposti circa 14mila reggiani e la cui copertura anti Covid, sembra dagli ultimi dati, non duri più di sei mesi. Logica alla mano, chi ha ricevuto questa tipologia di vaccino dovrebbe dunque essere tra i primi a ricevere il richiamo.
Ma, su questo, mancano ancora indicazioni certe dal ministero: «Aspettiamo di ricevere delle direttive chiare – spiega infatti Bedeschi – che al momento non ci sono. I vaccini per i richiami in questo momento li abbiamo e, dopo essere partiti con le terze dosi agli over 80, ora stiamo somministrando agli operatori sanitari vaccinati più di sei mesi fa».
Non proprio felice, anche se non allarmante, anche il bollettino regionale di ieri: sono stati registrati 372 casi su un totale di 23.111 tamponi, mentre i morti sono stati tre.
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