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Oggi l’ordinanza poi il restauro spetterà ai privati

L. G.
Oggi l’ordinanza poi il restauro spetterà ai privati

Il tecnico del Comune confermerà l’inagibilità dello stabile Una decina i residenti che hanno dormito in albergo

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reggio emilia. Al momento l’unica certezza è che, nella palazzina di via Ariosto 16, non può vivere nessuno. Dopo l’inagibilità dichiarata dai vigili del fuoco di Reggio Emilia, infatti, serviranno probabilmente giorni prima che siano portati a compimento i lavori necessari per stabilizzare la trave portante spezzata e quindi mettere in sicurezza la palazzina storica.

Il primo passo sarà l’ordinanza del Comune che verrà emessa, quasi certamente, oggi. Il tecnico degli uffici comunali è intervenuto la notte stessa del cedimento, chiamato dai pompieri, per un sopralluogo e in queste ore sta terminando di redigere la valutazione in base alla quale l’amministrazione confermerà poi formalmente l’inagibilità. Fatto ciò, essendo l’edificio privato, saranno quindi i proprietari a dover presentare un intervento che sia tale da consentire la nuova agibilità dell’edificio, portarlo a termine e permettere agli abitanti di tornare negli appartamenti e ai commercianti di riaprire le loro attività.

«Probabilmente già domani (oggi, ndr) faremo un sopralluogo con un ingegnere – confermano infatti i residenti – per capire che tipo di lavoro sarà necessario effettuare».

L’obiettivo, ovviamente, è quello di concludere il tutto nel più breve tempo possibile: ieri mattina tutte e 16 le persone che abitano nel palazzo erano riuscite a trovare una sistemazione di fortuna da amici o parenti ma, nell’immediatezza del crollo, solo l’intervento della polizia locale ha impedito ad alcuni di loro di dormire in macchina.

«Quando siamo arrivati – spiega il comandante della Municipale, Stefano Poma, avvisato la notte stessa dell’evacuazione – abbiamo supportato chi non è riuscito ad attivare una rete amicale o familiare. Una decina di persone che abbiamo collocato in albergo come soluzione d’emergenza: purtroppo quando succedono questi avvenimenti non c’è molto da fare. Quella notte era molto critica, c’era brutto tempo e bisognava uscire subito perché il pericolo di crollo, secondo i vigili del fuoco, era alto. Ma rischi per gli edifici adiacenti non ci dovrebbero essere». Un eventuale collasso parziale infatti, secondo i rilievi, dovrebbe riguardare solamente la parte interna della palazzina fra via Ariosto e via Monte Cusna.

Ma in questa storia, oltre all’ufficio tecnico del Comune e alla polizia locale, c’è una terza parte “in causa”: Annalisa Rabitti, assessore alla Cultura, interessata dalla vicenda non in quanto membro della Giunta ma come residente di quel palazzo, storicamente di proprietà proprio della famiglia Rabitti.

«È la mia casa di famiglia – spiega – anche se noi fortunatamente siamo domiciliati in un altro Comune in questo momento. Speriamo che puntellino la trave antica che ha ceduto e nel giro di qualche giorno, una settimana, facciano rientrare tutti».

Compresa l’anziana donna salvata dall’appartamento dai vigili del fuoco, la zia della Rabitti: «Adesso è ospite nostra fino a che non si saranno sistemate le cose, nell’immediatezza dei fatti è andato mio padre, suo cugino, a prenderla. Era comprensibilmente un po’ scossa ma sta bene, anzi ci ha detto più volte che i vigili del fuoco sono stati super gentili con lei. Ci siamo presi tutti un bello spavento ma la situazione pare meno grave di quanto sembrasse».

L. G.

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