Palazzo evacuato in centro, i residenti tornano in casa per pochi minuti
Gli sfollati di via Ariosto 16 , assistiti dai vigili del fuoco e protetti dai loro caschi, hanno recuperato vestiti e oggetti utili
REGGIO EMILIA. In fila indiana davanti al portone principale di via Ariosto 16, sotto la tenda del forno Bonaretti per ripararsi dalla pioggia e dall’umidità, lunedì in tarda mattinata i residenti della palazzina sgomberata sono potuti rientrare per pochi minuti nei loro appartamenti. Il tempo strettamente necessario per recuperare vestiti ed effetti personali necessari per vivere fuori casa almeno per qualche giorno, in attesa che i proprietari dell’immobile mettano in sicurezza la trave portante spezzata.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.40876113:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.40876113:1654771334/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
La grande famiglia della palazzina – letteralmente, visto che molti portano lo stesso cognome, Rabitti – si è così ritrovata dopo il grande spavento della scorsa notte fra rassegnate considerazioni e domande sulle sistemazioni di fortuna che si è riusciti a trovare.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.40876171:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2021/11/02/news/reggio-emilia-trave-portante-si-spezza-nella-notte-evacuate-16-persone-fra-loro-due-bambini-1.40876171]]
Ad assisterli gli uomini dei vigili del fuoco di Reggio Emilia, che li hanno guidati uno ad uno all’interno degli immobili non prima di aver fatto indossare loro, come protezione precauzionale, uno dei caschi in dotazione alla squadra. Uno dei primi a entrare è stato Sergio Rabitti, nato commerciante d’auto e oggi noto artista e pittore, che verso le due di notte fra domenica e ieri ha rischiato di rimanere schiacciato dal cedimento della grossa trave portante in legno che sorregge – o meglio, sorreggeva – il soffitto del suo salotto.
Sono stati proprio lui e la sorella Angela, anche lei residente nel palazzo, tra i primi a chiamare i vigili del fuoco e ad avvisare gli altri inquilini, in parte già allarmati dal forte rumore provocato dall’improvviso cedimento della trave.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.40876091:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.40876091:1654771334/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Recuperati vestiti ed effetti personali, ammassati alla buona dentro buste e grossi sacchi della spesa, i residenti evacuati sono poi tornati alla spicciolata verso le abitazioni di amici e parenti che hanno offerto loro un tetto sotto il quale dormire.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.40876114:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.40876114:1654771333/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Sono in totale sedici gli inquilini del palazzo, fra i quali anche due bambini piccoli e un’anziana donna, suddivisi in otto nuclei familiari. Tutti, per tornare dentro le proprie case, dovranno attendere la valutazione tecnica dell’ingegnere che sarà incaricato dai proprietari e che, probabilmente già oggi, effettuerà un sopralluogo per capire l’entità del danno e il modo più rapido e sicuro in cui procedere con i lavori di messa in sicurezza.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
