Nel bosco di Baragalla ci sono volpi e caprioli: "Non è una discarica"
Lo conferma la fototrappola. Il consiglio comunale ha votato no al suo salvataggio
Elisa Pederzoli
REGGIO EMILIA. «Una discarica con dei topi? No, è un vero e proprio bosco urbano, un’area di 30mila metri quadri in cui vivono volpi, caprioli, lepri e picchi verdi. E dove sono già molti gli esemplari morti o fuggiti a causa della realizzazione della rotonda su via Inghilterra».
Dopo la bocciatura della mozione popolare per salvare il bosco di Baragalla, avvenuta in consiglio comunale nei giorni scorsi – a favore solo i voti di Cinque Stelle, Forza Italia e Coalizione civica, il nuovo gruppo formato da Dario De Lucia, ex Pd, e Fabrizio Aguzzoli, ex pentastellato; due gli astenuti, Christian Vergalli e Giuliano Ferrari del Pd – non si ferma la battaglia di chi è determinato a salvare quel pezzo di bosco cresciuto spontaneamente in questi anni: perchè dove l’uomo rallenta la sua opera di cementificazione, la natura ci prova a riprendere terreno.
E se c’è ancora qualcuno che dubita che quella macchia di vegetazione tra via Dimitrov, via Walpot e via Sannazaro non sia importante solo per gli abitanti della zona, che in questi anni lo hanno scelto per le loro camminate, ma anche per la fauna selvatica, la prova arriva dalla fototrappola installata da Cosimo Pederzoli di Sinistra Italiana, nel cuore della boscaglia, dove questa è più fitta e neanche la gente in passeggiata ci arriva. «Il risultato, per noi scontato ma per i consiglieri comunali sarà una sorpresa, è che nell’area vivono volpi, caprioli, lepri e picchi verdi». Le immagini parlano chiaro: quel bosco a lungo dimenticato, è pieno di vita. «Non ci stiamo alla narrazione che quella è una zona degradata – va avanti Pederzoli – una discarica a cielo aperto, un bosco sacrificabile. Come ha sottolineato Reggio Emilia in Comune, per lo Stato italiano “sono definite bosco le superfici coperte da vegetazione forestale arborea, di origine naturale o artificiale in qualsiasi stadio di sviluppo ed evoluzione, con estensione non inferiore ai 2.000 metri quadrati, larghezza media non inferiore a 20 metri e con una copertura arborea forestale maggiore del 20% rispetto a resto della vegetazione».
Il bosco ora ha anche una pagina Facebook – Bosco Urbano Baragalla – ed è stato ribattezzato dagli attivisti che ora lottano per salvarlo come “blablabaragalla” in onore di Greta Thumberg, e alle dure critiche lanciate nei giorni scorsi dalla giovanissima attivista contro le promesse dei grandi del mondo. In questa pagina verranno inseriti aggiornamenti dal bosco e notizie sullo stesso, come che è composto da esemplari di pioppo bianco, gelso, prunus, acero, farnia, quercia di pianura, robinia, alianto, canne di palude. A conferma ulteriore che si tratta di un bosco.
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