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Reggio Emilia, trave portante si spezza nella notte. Evacuate 16 persone, fra loro due bambini

Leonardo Grilli
Reggio Emilia, trave portante si spezza nella notte. Evacuate 16 persone, fra loro due bambini

Ad avvisare i vigili del fuoco i residenti, svegliati da un boato

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REGGIO EMILIA. Un boato che sveglia i residenti nel cuore della notte, il soffitto di uno degli appartamenti che cede su se stesso e sembra sul punto di crollare, l’allarme ai vigili del fuoco e la fuga dal palazzo mentre fuori imperversano freddo e maltempo. È stata una lunga notte di paura e incertezza quella vissuta dai residenti del palazzo storico di via Ariosto 16, che si affaccia su piazza XXIV Maggio e via Monte Cusna, nel cuore del centro reggiano. Sedici persone suddivise in otto nuclei familiari quasi tutti appartenenti ai Rabitti, storici proprietari dell’immobile.

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Il cedimento ha riguardato un’antica trave portante in legno che sorregge il soffitto dell’appartamento di Sergio Rabitti, noto artista e pittore reggiano che al piano sottostante, in via Monte Cusna, ha una piccola vetrina in cui espone le sue opere. Il crollo, che ha spezzato letteralmente in due il grosso asse in legno, è avvenuto attorno alle due di notte e ha provocato un forte boato, che ha svegliato la maggior parte dei residenti.

La notizia di quanto stava accadendo si è sparsa rapidamente tra le famiglie, che si conoscono tutte fra loro, e prima dell’arrivo dei vigili del fuoco la maggior parte era già uscita in strada per timore di altri cedimenti, compresa una coppia con due bambini piccoli, un maschio e una femmina. Tutti tranne una signora anziana che stava dormendo e che per problemi di udito non ha sentito né il rumore né gli avvisi degli inquilini.

Così, quando sul posto sono intervenute due squadre dei vigili del fuoco dalla caserma di via della Canalina, la priorità dei soccorritori è stata quella di trarre in salvo la donna: il rischio del collasso interno della struttura, infatti, sembrava quantomai concreto e sarebbe potuto accadere da un momento all’altro.

I pompieri dunque, attraverso una scala, si sono arrampicati fino a un terrazzino dal quale sono poi riusciti a entrare in casa della pensionata. Cercando di non farla agitare più del dovuto, l’hanno quindi aiutata a uscire dalla palazzina per consegnarla fra le braccia dei parenti che le hanno offerto una sistemazione finché non si sarà risolta la spiacevole situazione.

Completato il sopralluogo, i vigili del fuoco hanno infine dichiarato l’inagibilità dell’intero edificio. Qualcuno è riuscito nell’immediatezza, nonostante l’ora tarda, a trovare rifugio da parenti o amici. Ma così non è stato per tutti. Una decina di persone si sono rivolte alla polizia locale, intervenuta in via Ariosto per mettere in sicurezza la zona e supportare i pompieri.

Sono stati gli agenti a trovare per loro una stanza in un albergo cittadino. Già ieri mattina, comunque, la totalità dei residenti è riuscita a trovare un alloggio d’emergenza per recarsi, più tardi, davanti alle loro case sigillate da transenne e nastri.

Un capannello composto dagli abitanti della palazzina, parenti e amici che nulla hanno potuto se non guardare, sconsolati, le finestre delle loro abitazioni e ipotizzare una futura data di rientro. «Ci è stato detto – spiega Angela Rabitti, sorella di Sergio – che per il momento non possiamo rientrare. Nelle case c’erano anche degli animali ma, mentre i cani sono stati portati via, i gatti sono ancora all’interno: chiederemo di poter entrare almeno per dar loro da mangiare».

Del cedimento, conclude, «ci siamo accorti noi. Abbiamo sentito un gran ciocco e ci siamo subito allertati a vicenda».

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