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Castellarano: «Picchiava mia madre e la seguiva al lavoro»

T.S.
Castellarano: «Picchiava mia madre e la seguiva al lavoro»

Un 53enne è accusato di maltrattamenti e lesioni alla ex. Lo sfogo del figlio in aula: «In casa c’era un clima invivibile»

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Castellarano. Prima udienza del processo in cui un 53enne (difeso dall’avvocatessa Elisabetta Panciroli) è accusato di maltrattamenti e lesioni all’ormai ex compagna, di sei anni più giovane.

I fatti al centro del procedimento sono riferibili al 2017 – all’imputato è stato applicato l’allontanamento dalla casa familiare – e pian piano davanti al giudice Chiara Alberti esce il quadro di una famiglia allargata, perché con la coppia hanno convissuto i due figli avuti dalla donna in un precedente rapporto sentimentale. Una famiglia allargata però naufragata fra botte e urla, come spiega in aula il figlio 26enne della donna costituitasi parte civile tramite l’avvocatessa Fabiola Proietti Coraggi. «Mia madre e lui avevano preso casa in affitto – entra nel merito il testimone – dove io andai ad abitare in un secondo tempo, nel 2015. All’inizio la loro relazione era normale, ma poi hanno imboccato una brutta strada. Volavano brutte parole, c’erano litigi. Dapprima pensavo che i loro fossero screzi di routine in una coppia. Ma poi ho assistito a scene di gelosia. Lui controllava se mia madre era al lavoro, perché si era convinto che avesse un altro. Le colleghe l’avevano visto fare dei giri dove lei lavorava». Un compagno della madre descritto in maniera negativa: «Tornava a casa quando voleva e non aiutava a pagare bollette e affitti – prosegue il 26enne – e ho visto mia madre stare male, passare notti insonni, accusare ipertensione nonché mal di testa così forti da dover andare al pronto soccorso. Un giorno, durante una zuffa, ho dovuto dividerli». Tensioni di cui ha risentito anche il fratello minore, come rimarca sempre il 26enne: «All’inizio era tranquillo e sereno, ma poi è stato bocciato a scuola: era turbato e provato, tanto che voleva andare a dormire nel letto di mia madre». Sulla vicenda ha testimoniato anche un carabiniere di Castellarano, poi il rinvio: nella prossima udienza parlerà l’imputato.

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