Una messa speciale in ricordo di don Pasquino Borghi
BIBBIANO. Nei giorni scorsi alla chiesa parrocchiale Santa Maria Assunta di Bibbiano è stata officiata una messa speciale nell’anniversario della nascita di don Pasquino Borghi, medaglia d’oro al valor militare.
Il sacerdote e partigiano “Albertario” nacque a Bibbiano il 26 ottobre 1903 e venne ucciso dai fascisti a Reggio Emilia il 30 gennaio 1944, assieme ad altri 8 partigiani, uno dei quali era l’anarchico Enrico Zambonini, mentre altri tre erano disertori della Gnr.
Figlio di una umile famiglia di mezzadri, Borghi entrò nel seminario di Marola a 12 anni; proseguì gli studi nel liceo del seminario di Albinea. Tra il 1923 e il 1924 prestò servizio militare di leva, poi sentì la vocazione di diventare missionario e scelse di entrare nell’istituto Benedetto XV di Venegono Superiore (Varese), della congregazione religiosa comboniana. Nel 1930 partì per la missione comboniana nel Sudan anglo-egiziano. Rientrato per motivi di salute, nel 1938 entrò nella Certosa di Farneta (Lucca), dove prese i voti di certosino. Nel 1939 tornò alla vita sacerdotale per aiutare la madre, vedova e in povertà. Curato nella parrocchia di Canolo di Correggio, fu nominato parroco di Coriano Tapignola nell’agosto del 1943. Dopo l’8 settembre iniziò ad accogliere i militari sbandati e sostenne la “banda” partigiana dei fratelli Cervi.
Partigiano, collaborò attivamente con don Domenico Orlandini (nome di battaglia “don Carlo”), il quale diede vita ad alcune delle formazioni delle Fiamme Verdi nella zona di Reggio. Borghi fu arrestato dai fascisti il 21 gennaio 1944 e incarcerato a Scandiano prima e a Reggio Emilia poi, per essere fucilato il 30 gennaio.
Il 7 gennaio 1947 Enrico De Nicola gli conferì la medaglia d’oro al valor militare alla memoria. A don Pasquino Borghi Bibbiano ha dedicato una via e un monumento, in via Rosemberg. A celebrare la messa, martedì scorso, è stato il parroco don Wojciech Darmetko.
Erano presenti la vicesindaca Paola Delfina Tognoni, il presidente dell’Anpi Simona Fantesini, le suore dell’istituto Maria Ausiliatrice, alcuni componenti del Gruppo di lavoro Amici di Don Pasquino Borghi, parenti di Don Pasquino e cittadini.
Da.Al.
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