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SCANDIANO 

A favore dell’ospedale i comitati diventano due più una petizione online

Adriano Arati
A favore dell’ospedale i comitati diventano due più una petizione online

Al gruppo lanciato da Santoro si aggiungono gli “Amici del  Magati” sostenuti da FdI. E si firma su Change.org per l’apertura del Pronto soccorso

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SCANDIANO. Si moltiplicano le motivazioni e i gruppi per l’ospedale Magati di Scandiano. Fra poche settimane il pronto soccorso del presidio sanitario riaprirà, dopo la chiusura dall’inizio della pandemia nel marzo 2020, nelle 12 ore diurne, prima tappa di un percorso che dovrebbe poi portarlo alla piena operatività 24 ore su 24. La novità, unita agli annunci su diverse riorganizzazioni già in essere e su progetti come alcune strutture di comunità, hanno riacceso le discussioni attorno all’ospedale e al suo futuro. Da tempo vi sono preoccupazioni sulla tenuta del Magati; il destino del punto nascite, inattivo dal marzo 2020, è sempre più incerto.

Nei giorni scorsi, il consigliere di opposizione Angelo Santoro ha annunciato la volontà di creare il movimento “Salviamo il Magati”, che partirà sulle basi di vecchi comitati nati decenni fa per acquistare attrezzatture e potenziare i reparti. Ieri Elena Diacci, referente territoriale di Fratelli d’Italia, ha formalizzato la ripresa delle attività del comitato “Amici del Magati”, nato nel 2012 per cercare di dare risposte alle esigenze del periodo.

Inoltre, alcuni cittadini hanno lanciato una petizione online, tramite il portale Change.org, che permette di aderire alla raccolta firme sottoscrivendo digitalmente la petizione in cui si richiede l’apertura completa e immediata del Pronto soccorso.

Il calendario si annuncia intenso. Santoro ha richiesto alla direttrice generale dell’Ausl reggiana, Cristina Marchesi, un confronto pubblico «per chiarire ai cittadini del distretto sanitario di Scandiano quale futuro sarà riservato al loro ospedale in generale, e in particolare al Pronto soccorso. Infatti, nonostante i tanti, forse troppi annunci trionfalistici, non si è capito nulla su cosa sarà effettivamente. Spiegherà inoltre in termini comprensibili cosa significhi il passaggio ad “Ospedale di Comunità”, come recentemente riferito dalla stampa: vantaggi e svantaggi per i pazienti-clienti», afferma citando alcune delle novità annunciate. Fra queste, appunto, un nuovo reparto chiamato ospedale di comunità – da inserire nel resto della struttura sanitaria – pensato per le esigenze a metà fra il domiciliare e il ricovero vero e proprio.

La Diacci e gli “Amici del Magati” puntano a riottenere Pronto soccorso e punto nascite, con attività informative e altre raccolte firme. Il comitato «è nuovamente in fase organizzativa per richiedere l’immediata riapertura del Pronto soccorso dell’ospedale scandianese e il punto nascite, eccellenza storica di questo ospedale che con il dottor Lillo Cerami ha raggiunto livelli di grande qualità, rispondendo ai bisogni di un territorio comprensoriale di circa 100mila residente», spiega l’esponente di FdI. Per la Diacci, non può passare «il concetto che si deve sacrificare questa importante struttura per sostituirla con ospedali congestionati come il Santa Maria Nuova, che si vuole promuovere a livello esclusivamente politico. La nostra battaglia in difesa di questi due servizi essenziali riparte ora ma si fermerà solo quando saranno riaperti, ci auguriamo prestissimo, il Pronto soccorso ed il punto nascite».

«È ora – continua – di ridare i servizi ai cittadini dei nostri Comuni e delle nostre frazioni. Riprenderemo la battaglia storica in difesa della nostra sanità locale e periferica, gli ospedali della provincia reggiana sono una ricchezza enorme e non crediamo assolutamente che la concentrazione a Reggio dei servizi di Pronto soccorso possano sostituire il beneficio. Non vogliamo che accada nel nostro territorio ciò che è accaduto nella montagna reggiana all’ospedale Sant’Anna di Castelnovo Monti».

Adriano Arati

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