Gazzetta di Reggio

Reggio

Trasporti 

Caminati lascia Act «Conti in sicurezza Ora il via alla fase 2»

Caminati lascia Act «Conti in sicurezza Ora il via alla fase 2»

Dopo il risanamento il presidente ha inviato le sue dimissioni «L’azienda eserciti un ruolo con il nuovo assetto regionale»

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. «Nessun contrasto, lascio perché è giusto che la nuova fase di Act sia gestita da un cda con mandato lungo e preciso davanti a sé». Con una lettera inviata un mese fa ai sindaci soci dell’azienda di trasporti pubblica, Daniele Caminati scende da Act. L’azienda consortile partecipata al 38% dal Comune di Reggio Emilia, al 29% dalla Provincia e per il resto dagli altri Comuni reggiani, ha raggiunto l’obiettivo del risanamento dei conti, orchestrato da Caminati assieme agli altri due consiglieri di Act, Federico Parmeggiani e Cristina Boniburini.

Dopo aver licenziato un bilancio 2020 con un utile di oltre 97mila euro l’azienda ha tirato il fiato. Creata nel 2012 come holding, non eroga più servizi di trasporto ma gestisce il patrimonio dei soci all’interno delle società di trasporto pubblico: ha il 15,42% di Seta, il 3,6% di Tper, lo 0,33% di Autobrennero e il 100% di Til.

«Ora per Act si apre la fase 2, nella quale l’azienda dovrà esercitare un ruolo determinante e attivo nel complesso percorso che la Regione porterà avanti per la formazione della nuova azienda regionale di trasporto pubblico locale ferro e gomma» scrive Caminati nella sua lettera di dimissioni, che ha come data il primo gennaio del 2022.

Un termine per offrire il tempo necessario ai soci pubblici per decidere la nuova composizione del cda. Potrebbero pescare tra i consiglieri rimasti il nuovo presidente e nominare un nuovo consigliere, oppure cambiare assetto in vista del lavoro. Caminati da parte sua tornerà a tempo pieno al suo ruolo di responsabile tecnico del Comune di Bibbiano, non senza lasciare una paio di consigli ai suoi successori. «Per questo importante impegno che Act sarà chiamata (mi auguro) a gestire, occorrono assolutamente due requisiti indispensabili». Vale a dire «la piena consapevolezza e fiducia di tutti i soci e delle istituzioni coinvolte, nel ruolo, competenza e autorevolezza che Act potrà e dovrà esercitare con la Regione e le aziende di trasporto pubblico locale per garantire ai territori reggiani un riconoscimento inequivocabile all’interno di quello che sarà il nuovo assetto regionale».

Caminati consiglia poi di scegliere «un consiglio di amministrazione, un presidente, un direttore con un ampio mandato di fiducia e tempo a disposizione per poter meglio rappresentare e rivendicare il ruolo che Act e l’intero territorio provinciale dovranno esercitare nel nuovo assetto del trasporto pubblico».

Il presidente rivendica anche nella lettera il risanamento messo in atto: «Nel 2013 Act si presentava ai nastri di partenza con una situazione debitoria insostenibile, dovuta alla mancata ricapitalizzazione di 12 milioni di euro» oltre alla «presenza nel 2013 di 20 dipendenti fra dirigenti e personale qualificato» che «ha ulteriormente aggravato la situazione economica». Personale «in evidente esubero rispetto alle limitate attività svolte» che è stato poi ricollocato, rimettendo in equilibrio i conti. «Con soddisfazione posso affermare che tutti gli obiettivi a noi di anno in anno richiesti sono sempre stati completamente raggiunti nonostante le difficoltà che caratterizzano il tipo di azienda».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google