Esasperato dai botti minaccia i ragazzi con pistola e mazza
Un uomo di 70 anni è stato denunciato dai carabinieri Ha urlato frasi come: «Venite qua che vi spacco la testa»
CASALGRANDE. Esasperato dai petardi fatti esplodere di continuo nel giardino della sua abitazione, un settantenne di Casalgrande ha minacciato un gruppo di ragazzi (che peraltro sembra estraneo ai fatti) con una pistola che poi si è rivelata essere finta. Non contento di questa minaccia, già di per sé abbastanza “convincente”, l’uomo è rientrato in casa per tornare poco dopo armato di una mazza da baseball in alluminio e, inseguendoli, ha continuato a minacciare i giovani con frasi come: «Venite qua che vi spacco la testa in due».
Insomma, una scena horror, fin troppo in sintonia con la festa di Halloween per la quale i ragazzi si trovavano in strada assieme a tanti altri coetanei.
Tutto è successo nella notte dello scorso sabato a Casalgrande, dove erano in corsi i festeggiamenti della ricorrenza, ormai da anni piuttosto rumorosi anche dalle nostre parti.
L’episodio è avvenuto verso le 23.30: comprensibilmente il settantenne, visto anche l’orario, era infastidito dalle esplosioni che si stavano verificando vicino alla sua abitazione.
Piccole liti per i botti ne sono accadute un po’ ovunque in giro per la provincia, anche se solo a Casalgrande si è arrivati a una reazione del genere.
I ragazzi, spaventati per le minacce “a mano armata”, oltre a darsi rapidamente alla fuga hanno avvertito i carabinieri del paese, che sono subito intervenuti per verificare cosa stesse accadendo ed evitare che la situazione potesse degenerare.
A mettere fine alla condotta violenta e minacciosa dell’uomo sono stati i militari di Casalgrande: il settantenne è stato denunciato e le armi poste entrambe sotto sequestrate.
La pistola, in particolare, è risultata essere di quelle da “softair”, attività ludica che simula la guerra (non è la prima volta che nella nostra provincia le armi utilizzare per questi giochi vengono utilizzare in contesti inappropriati).
I ragazzi che hanno chiesto l’intervento dell’Arma sostengono di essere estranei al lancio dei petardi nel giardino dell’uomo, un fatto comunque di secondaria importanza rispetto a quanto accaduto dopo.
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