La solidarietà agli sfollati del comitato di Porta Castello
L’architetto Paolo Bedogni esprime la vicinanza del gruppo ai 16 residenti senza un tetto «Ci mettiamo nei panni dei nostri amici di via Ariosto»
reggio emilia. L’inagibilità improvvisa di un palazzo centrale come quello di via Ariosto 16 ha fatto subito il giro della città ma ancor prima, ovviamente, del quartiere. A raccontarlo è l’architetto Paolo Bedogni, punto di riferimento per il comitato di quartiere “Porta Castello”. «Abbiamo avuto subito contatti telefonici – spiega – con le persone coinvolte che conosciamo. Come comitato siamo loro vicini e ci mettiamo nei panni degli amici che purtroppo, in questo momento, hanno nelle loro abitazioni tutte le loro cose che non possono raggiungere». Dal punto di vista professionale invece, continua l’architetto che ha firmato numerosi progetti di recupero e restauro in città, «l’edificio è molto grande e si deve valutare se si tratti di un cedimento puntuale o se il palazzo abbia dei movimenti complessivi. Chiaramente la priorità è sbloccare la situazione dell’inagibilità ma per farlo si deve capire come mettere in sicurezza la struttura. Dall’esterno si nota che l’appartamento dove è ha ceduto la trave è in una parte più vecchia dello stabile».
Il palazzo storico di via Ariosto 16 infatti, pur essendo un solo stabile con scala interna e ascensore in comune, è come diviso in due.
La porzione che si affaccia su piazza XXIV Maggio, più alta di un piano e ristrutturata più di recente, è quella che ospita i locali del ristorante Bottega 39.
Immediatamente prima, su via Monte Cusna, insiste invece la porzione più “vecchia” del condominio, dove si trova l’appartamento di Sergio Rabitti in cui ha ceduto la trave.
L. G.
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