Gazzetta di Reggio

Reggio

Palazzo inagibile, mobilitati gli ingegneri Il Comune ordina una verifica strutturale

Leonardo Grilli
Palazzo inagibile, mobilitati gli ingegneri Il Comune ordina una verifica strutturale

A occuparsene dovrà essere uno specialista pagato dalla proprietà. Ieri altro via vai dei residenti per recuperare i vestiti

3 MINUTI DI LETTURA





Leonardo Grilli

reggio emilia. I suoni della vita quotidiana, il chiacchiericcio dei clienti del ristorante e i rumori di piatti e cucine, le voci dei bambini intenti a giocare hanno lasciato spazio al silenzio. All’interno delle mura di via Ariosto 16 oggi, e probabilmente ancora per diversi giorni, non vi abita né lavora più nessuno.

Dopo il cedimento della pesante trave portante in legno e la dichiarata inagibilità dell’intero palazzo, lunedì mattina a residenti e commercianti era stato consentito di rientrare per pochi minuti, accompagnati dai vigili del fuoco, per recuperare i beni di prima necessità. Un’operazione ripetuta anche ieri, alla spicciolata. Se il rischio di collasso dell’intero edificio sembra remoto, il danno causato dalla rottura della trave e il conseguente parziale cedimento di un pavimento al secondo piano è comunque troppo importante. Ma la speranza, spiega il residente dell’appartamento coinvolto, Sergio Rabitti, è quella di uscirne in breve tempo.

«La vicenda la stanno seguendo i miei nipoti – racconta l’anziano artista reggiano – e hanno già contattato chi di dovere per risolvere il problema. Le tempistiche ancora non le sappiamo ma quello che so è che la casa è sicura, non sta crollando, è tutta rinforzata in cemento armato e solo quelle travi in legno erano più antiche». Rabitti, la notte fra domenica e lunedì, si è visto letteralmente crollare in testa il soffitto dell’appartamento: «Ho sentito un gran boato e ho subito avvisato gli altri inquilini di scendere al più presto perché non sapevo cosa sarebbe potuto succedere. Per fortuna nessuno si è fatto male, è un disagio momentaneo che spero si possa risolvere il prima possibile, soprattutto per le attività commerciali e per gli altri residenti».

Nel primo pomeriggio di ieri tecnici e vigili del fuoco hanno eseguito un terzo sopralluogo in via Ariosto mentre proprietari e amministratore hanno dato mandato a uno specialista per la messa in sicurezza dello stabile. L’ordinanza del Comune, emanata ieri, impone infatti che sia un ingegnere strutturale a eseguire una perizia sull’intero edificio e, successivamente, presentare un progetto di consolidamento.

«Hanno incaricato un ingegnere per fare tutte le verifiche del caso – conferma Federico Riccò, titolare del ristorante “Bottega 39” – ma per adesso non c’è modo di rientrare. Rischiamo di perdere tutti i prodotti in frigo che andranno a male ma, dal primo sopralluogo, sembrerebbe che la nostra porzione di palazzo non abbia problematiche strutturali. Speriamo che, dopo gli accertamenti, ci venga data la possibilità di riaprire: dopo due anni di Covid sarebbe una bella mazzata dover restare chiusi».

Secondo quanto è emerso finora, a favorire il cedimento di quella trave sarebbero state anche le venature trasversali dell’asse di legno che l’avrebbero resa meno resistente già in origine. Questo fattore, unito probabilmente all’usura data dal passare dei decenni, ha fatto il resto: non a caso, come si nota nell’immagine, la gigantesca spaccatura della trave segue quasi perfettamente l’andamento di una delle striature del legno. In attesa di avere notizie certe su un possibile rientro, Rabitti, i suoi familiari e gli altri residenti che abitano nel palazzo tra via Ariosto e via Monte Cusna si sono organizzati come potevano.

Circa una metà dei 16 sfollati la prima notte aveva accettato l’ospitalità offerta dal Comune trovando alloggio negli hotel convenzionati con la Protezione civile. «Questa notte (ieri, ndr) l’ho passata in albergo – spiega Sergio – ma da ora ho trovato accoglienza da una mia amica che mi ha lasciato casa sua. La dimostrazione di affetto nei miei confronti è stata notevole, si sono tutti mossi per aiutarmi in un modo che non mi sarei mai immaginato. Fisicamente sto bene anche se sono un po’ scombussolato, trovo rifugio nella pittura e nelle prove teatrali con la compagnia in cui recito».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google