Tornata a casa dopo 76 anni la salma del militare ucciso
Morto nel 1945 in un campo di prigionia, di Pietro Papi non si avevano più notizie Matthias Durchfeld di Istoreco ha aiutato la famiglia a trovarlo e riportarlo in Italia
Adriano Arati
REGGIO EMILIA. La famiglia riunita, quasi 80 anni dopo. È stato un momento di grande intensità quello vissuto nel pomeriggio di ieri a Novellara dai componenti della famiglia Papi: la salma di Pietro, 22enne militare catturato dai nazisti e morto in campo di prigionia nel marzo 1945, è stata collocata all’interno del cimitero di Novellara.
Per decenni, i parenti non hanno avuto informazioni precise sui resti del loro congiunto. Poi, circa un anno fa, Pietro Papi è stato inserito nell’elenco delle persone da ricordare tramite la posa di una pietra d’inciampo, all’interno del progetto internazionale che a Reggio viene curato dall’Istituto storico Istoreco assieme alle varie amministrazioni comunali coinvolte, fra cui proprio Novellara.
La posa della pietra per Papi è avvenuta il 27 gennaio in via Roma, nell’ultima residenza libera di Pietro. È stata l’unica sistemata nella data simbolica del Giorno della Memoria: gli altri piccoli monumenti sono stati installati a giugno, in un quadro sanitario più sereno. Pochi giorni prima del 27 gennaio scorso, Matthias Durchfeld di Istoreco è riuscito a completare la ricerca sul destino di Papi e a identificare il luogo della sua sepoltura. Il giovane novellarese, militare di leva catturato dai tedeschi dopo l’armistizio, è morto nel campo di Gladbach il 14 marzo 1945 e seppellito sul posto con nome e identificazione, non inserito in una delle tante fosse comuni di quegli anni luttuosi. Negli anni ’50, la salma è stata traslata al cimitero militare italiano di Westhausen a Francoforte. Durchfeld ha recuperato i documenti all’archivio della Croce Rossa internazionale di Bad Arolsen e, saputo della tomba, ha contattato l’amministrazione del complesso, riuscendo anche a reperire alcune immagini del sepolcro individuale del ragazzo. I famigliari sono stati informati e Laura Papi, nipote di Pietro, si è attivata con i vari ministeri italiani per avviare le pratiche per riportare i resti in Italia.
Il percorso burocratico, pur piuttosto complesso, è stato completato poche settimane fa e il 25 ottobre la salma è stata prelevata dal cimitero di Westhausen e predisposta per il trasferimento verso l’Italia, alla presenza di Durchfeld. Ieri la piccola bara di Pietro Papi è stata sistemata nel cimitero di Novellara, nel corso di una piccola cerimonia celebrata dal parroco don Giordano Goccini a cui hanno preso parte i parenti, il sindaco Elena Carletti, Durchfeld ed Elisabetta Del Monte di Istoreco.
Un momento di grande commozione per la famiglia Papi, ormai rassegnata a non avere mai più dettagli su quel ragazzo partito per il servizio militare e ritrovatosi in mezzo alla guerra e allo stravolgimento segnato dall’8 settembre 1943, quando la Germania divenne nemico dell’Italia di cui, sino a pochi mesi prima, era stretta alleata. «Non lo credevamo possibile, ma la nostra famiglia ora è tutta riunita qui a Novellara, il nostro paese – racconta emozionata la nipote Laura –. Vogliamo ringraziare Istoreco e in particolare Matthias Durchfeld: prima ha trovato tutti i dettagli sulla sepoltura, poi ci ha fornito le indicazioni su come muoverci per riportare la salma e ha pure presenziato alla traslazione dal cimitero di Francoforte. Per noi è un momento importante, prezioso».
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