Tutti i capannoni delle ex Reggiane si trasformeranno in un “Parco 2.0”
Vincolata ufficialmente l’intera area di 250mila metri quadri Futuri interventi dovranno essere concordati con il Comune
Roberto Fontanili
REGGIO EMILIA. Tutta l’area delle ex Reggiane è stata vincolata, compresa la parte di circa 100mila metri quadrati non ancora interessata dai lavori, ed è stata prevista la possibilità di fare ricorso all’esproprio per consentire l’immediata fattibilità e la realizzazione a stralci del progetto di riqualificazione dell’intera area da 250mila metri quadrati. Come a dire che per ora le risorse non ci sono ancora ma l’intenzione è quella di bloccare ogni intervento urbanistico non concordato e condiviso con il Comune.
Compresi quelli che prevedano la creazione di aree dedicate ai servizi per persone e aziende e di edilizia residenziale e di strutture destinate all’ospitalità. Con la recente assunzione del Piano urbanistico generale (Pug), la Giunta comunale ha infatti approvato il Masterplan dell’intera area delle ex Officine compresi i settori e i capannoni ancora abbandonati e dismessi.
Lo ha fatto mettendo un punto fermo sul futuro dell’intera area fissando in maniera definitiva vocazioni, funzioni e accessibilità dell’intero comparto e ponendo non solo un vincolo urbanistico, ma prevedendo anche la possibilità di ricorrere all’esproprio in tutta l’area.
«Il partenariato pubblico-privato – sottolinea il Comune – resta lo strumento privilegiato per la realizzazione del Masterplan, con l’esproprio che rappresenta un ulteriore strumento a garanzia della realizzazione del progetto del Parco innovazione, comprese le parti che non ancora oggetto di intervento da parte di Stu Reggiane spa».
Il Masterplan adottato pianifica quindi la progressiva estensione del Parco consentendo la massima flessibilità e la possibilità di attuare per stralci, il progetto complessivo. Gli ambiti strategici per lo sviluppo dell’area “Innovazione” vengono individuati nel quarto polo universitario di Unimore specializzato nel digitale, nuove aziende ed enti afferenti all’economia circolare, nuove imprese impegnate nell’industria culturale e creativa, un ulteriore sviluppo del polo della meccatronica, dell’automotive e dell’agroalimentare, la creazione di servizi a persone, aziende e per il territorio e nella nascita di nuovo polo museale ed espositivo sulla memoria, il lavoro e la meccanica. Un percorso che nelle intenzioni del Comune e di Stu non può prescindere dall’insediamento di aziende innovative, università, centri di ricerca, enti ed istituzioni.
Inoltre il progetto prevede anche aree dedicate ai servizi per le persone e le aziende, una quota di residenzialità ed ospitalità e infrastrutture e spazi pubblici. Per quanto attiene all’accessibilità il Masterplan, sulla base di una previsione a lungo termine, prevede il passaggio della nuova Tranvia di superficie (ancora in fase di progettazione), il collegamento ciclabile tra campus San Lazzaro, parco del Campovolo e il centro e un nuovo collegamento ciclabile fra ex Officine Reggiane e il quartiere Stazione. Infine il potenziamento della viabilità esistente.
In particolare quello di via dell’Aeronautica e il completamento dei collegamenti con la città (con la creazione di un nuovo sottopasso in via Lama Golese e la riapertura del passaggio a livello di viale Ramazzini). Da ultimo il Masterplan, oltre allo sviluppo del braccio storico di viale Ramazzini, prevede la realizzazione di una “rambla” centrale all’area, che correrà da nord a sud, ortogonale a via Agosti e alla ferrovia Milano-Bologna.
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