Chiesa reggiana ancora in lutto Addio a don Amedeo Vacondio
Morto ieri a 85 anni ad Albinea, è stato il primo direttore del Centro Missionario Diocesano
REGGIO EMILIA. Si è spento ieri a 85 anni don Amedeo Vacondio. Il decesso è avvenuto alle 16.15 a Casa “Cervi” di Albinea, dove si trovava ricoverato da circa sette anni. Nato a Roncadella il 20 febbraio 1936, aveva ricevuto l’ordinazione presbiterale il 28 giugno 1959. I primi quattro incarichi pastorali lo videro vicario cooperatore, subito a Bagnolo in Piano (1959-1960), quindi a Massenzatico (1960-1962), a Sesso (1962-1967) e nella parrocchia di San Giuseppe al Migliolungo, in città a Reggio Emilia (1967-1968).
Per breve tempo don Amedeo fu nominato parroco dell’erigenda comunità di “Gesù Buon Pastore” (1968-1969) a Reggio Emilia, ma poi lasciò la guida a don Emilio Perin per partire come missionario “fidei donum” alla volta del Brasile (1969-1973).
Don Vacondio inaugurava così una lunga stagione “ad gentes” che lo vide visitare le missioni diocesane e anche altre terre di missione, ad esempio nell’Africa centrale, dove dimostrò un notevole slancio evangelizzatore e una spiccata capacità di costruire relazioni comunitarie importanti.
Attitudini che gli valsero la nomina a primo direttore del Centro Missionario Diocesano voluto dal vescovo Gilberto Baroni e di incaricato per le Missioni diocesane all’estero per un lungo tempo (1973-1986).
Terminato il periodo più strettamente legato alle missioni, don Amedeo fu parroco di Salvaterra dal 1986 al 1995, quindi di Gavasseto e Sabbione, ove diventò anche il coordinatore della nascente unità pastorale “Madonna della Neve”, fino al 2009. In questa stagione del suo ministero pastorale (1995-2009) don Vacondio divenne altresì amministratore parrocchiale di Marmirolo e di Roncadella (2004-2007), nonché parroco a Masone, Castellazzo con Marmirolo e Roncadella (2007-2009).
Dopo la nomina del nuovo parroco dell’unità pastorale “Madonna della Neve” vi rimase collaboratore per un anno, per poi trasferirsi dal 2010 al 2013 nell’unità pastorale di Castellarano, Roteglia e Tressano, sempre in qualità di collaboratore.
Nell’ultimo tratto della sua vita don Amedeo ha risieduto a Casa “Cervi”, ad Albinea, collaborando nell’unità pastorale “Sacra Famiglia” e mantenendosi attivamente in contatto con una lunga lista di persone, tra cui molti giovani e adulti.
Nell’ultimo anno le sue condizioni generali di salute si sono aggravate fino al peggioramento che lo ha condotto alla morte. È stato costantemente e amorevolmente seguito dalla cognata Giuseppina e da don Giuseppe Bassissi, parroco emerito di Albinea. Il 1° novembre, nella solennità di Tutti i Santi, ha ricevuto l’Unzione degli Infermi.
«Un sacerdote grande di cuore, dotato di un profondo zelo per il lavoro»: così lo definisce monsignor Giovanni Costi, mentre ricorda altre doti evidenti in don Amedeo, a cominciare dal dono dell’amicizia e della cordialità, esercitate verso i missionari (in particolare i compianti don Piergiorgio Gualdi e don Paolo Ronzoni), i confratelli sacerdoti, con un occhio di riguardo per i preti ammalati e per i compagni di ordinazione, con i quali si faceva promotore di frequenti incontri che univano all’aggiornamento pastorale una lieta convivialità.
Ieri sera alle 20.30 è stato recitato il santo Rosario in suffragio del defunto nella chiesa di San Gaetano in Albinea.
La salma di don Amedeo è stata trasferita nella chiesa parrocchiale di Villa Sesso, dove nella giornata oggi sarà possibile visitarla e alle 20.30 sarà recitato il Rosario. Il funerale del sacerdote, presieduto dal Vicario generale della Diocesi monsignor Alberto Nicelli, sarà celebrato domani mattina alle ore 10.30 nella chiesa di Villa Sesso. Successivamente, i resti mortali del presbitero verranno tumulati nel cimitero di Villa Sesso.
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