«Evasione milionaria» Il collezionista Ruffini a processo con il figlio
REGGIO EMILIA. La passione per l’arte e gli affari legano ancora una volta i destini giudiziari del collezionista Giuliano Ruffini e del figlio Mathieu. Entrambi sono infatti imputati a processo per una presunta evasione fiscale milionaria, reato contestato dal sostituto procuratore di Reggio Emilia Giacomo Forte.
Un procedimento che ha visto ieri l’apertura del dibattimento in tribunale a Reggio, dove i due imputati sono difesi dall’avvocato Federico De Belvis. Il collezionista reggiano 76enne è accusato di evadere le imposte sui redditi in quanto venditore di opere d’arte sul territorio italiano.
Reati compiuto in concorso con il figlio 39enne, che avrebbe collaborato fattivamente traendone profitto. La questione riguarda la dichiarazione di residenza all’estero – in Belgio – del padre, che per gli inquirenti è considerata fittizia. Questo gli avrebbe permesso di indicare nelle dichiarazioni dei redditi del 2014 e del 2015 elementi attivi per un ammontare inferiore a quelle effettivo ma in realtà per un ammontare superiore alle soglie di punibilità fissate dalla legge. In pratica sarebbe stata evasa un’imposta pari a 332mila euro nel 2014 e addirittura di 2,3 milioni di euro nel 2015. Ai due viene poi contestata l’omessa dichiarazione.
Sempre affermando che il padre risiedeva all’estero, non hanno presentato le dichiarazioni annuali ai fini Iva per tre anni, dal 2013 al 2016, oltre alle dichiarazioni per le imposte dirette per il 2013, essendo stata accertata un’imposta dovuta per un ammontare superiore alle soglie di punibilità fissate sempre per legge. L’Iperf accertata come evasa per il 2013 sarebbe di 1,5 milioni di euro, l’Iva per il 2013 di 654mila euro, per il 2015 di 1 milione di euro e per il 2016 di 240mila euro. Ieri il giudice Cristina Beretti ha ammesso nove testi della difesa più i testi del pm Forte. Il processo è stato poi rinviato per dare inizio all’istruttoria. Resta ancora nel limbo della giustizia francese l’indagine su Ruffini in terra transalpina per truffa e riciclaggio insieme sempre al figlio. In quel caso ad essere indagato è anche il pittore montecchiese Lino Frongia per la vicenda che “gira” attorno al quadro “Ritratto di un uomo” che parrebbe attribuibile al noto artista olandese Frans Hals (1580-1666). Ma serve il condizionale perché sull’autenticità di questa opera seicentesca erano in corso due dispute giudiziarie a Parigi e a Londra.
E.L.T.
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