Ha superato quota mille adesioni la petizione per la riapertura del Pronto soccorso del Magati
SCANDIANO. Ha superato abbondantemente quota mille la petizione lanciata per chiedere la riapertura completa del pronto soccorso dell’ospedale Magati di Scandiano.
La campagna online è promossa sul portale Change.org, una delle principali piattaforme internazionali per sottoscrizioni online, curata da due cugine scandianesi, Chiara Zanni e Carlotta Guidetti.
La raccolta firme digitale è stata avviata quattro giorni fa e nel tardo pomeriggio aveva già messo insieme più di mille e cinquanta aderenti.
Il reparto di primo intervento urgente del Magati è chiuso dal marzo 2020, dalla riorganizzazione della rete provinciale nel momento di picco della pandemia, e dovrebbe tornare operativo nel giro di qualche mesi, al termine dei lavori avviati in estate per rivedere gli spazi e renderli adeguati alle esigenze di accesso post-Covid.
Al momento, l’ipotesi prevalente è di una ripresa diurna, con dodici ore di servizio completo, in attesa di un miglioramento della situazione globale: molti medici e molti operatori oggi impegnati nell’emergenza virus tornerebbero a disposizione per garantire l’orario continuato.
Uno scenario che ha generato preoccupazioni e mobilitazioni all’interno delle tante voci sul nuovo assetto che prenderà l’ospedale Magati.
La Guidetti e la Zanni hanno deciso di attivarsi in prima persona creando una campagna su «petizione per la riapertura del Pronto soccorso di Scandiano 24 ore al giorno tutti i giorni e garanzia dell’assistenza medica senza ricorrere ad altri ospedali».
Sul futuro dell’ospedale Magati intanto si muovono anche gli enti. Martedì 9 novembre è in programma una seduta della commissione consiliare permanente “Politiche sociali e tutela della salute, politiche per la casa, politiche educative e dell’accoglienza, politiche giovanili” a cui parteciperanno la direttrice dell’Ausl provinciale Cristina Marchesi e il referente dell’Ausl distrettuale Marco Ferri. Il consigliere di opposizione Angelo Santoro propone di estendere l’invito «a tutti i consiglieri, alle giunte e ai sindaci dei Comuni del distretto sanitario».
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