reggio
cronaca

Il sindaco va a Roma per portare a Segre la cittadinanza onoraria

A ricevere Vescovi è stato lo staff della senatrice a vita che sull’eccidio alla Bettola inviò un messaggio al paese


05 novembre 2021 Domenico Amidati


VEZZANO. Il sindaco di Vezzano, Stefano Vescovi, giovedì si è recato a Roma per consegnare la cittadinanza onoraria a Liliana Segre, deliberata il 28 novembre 2019 dal consiglio comunale.

La senatrice purtroppo era impegnata in una riunione di Commissione e non ha potuto ricevere personalmente il riconoscimento, ma ha incaricato il suo staff di accogliere il primo cittadino. Vescovi si è intrattenuto a lungo con la responsabile, Maria Paola Gargiulo e con Fabio Vender. Entrambi erano perfettamente informati sull’eccidio avvenuto a La Bettola, così come lo è la senatrice Segre. A dimostrarlo resta la lettera, inviata dalla stessa senatrice, il 23 giugno 2021, giorno della celebrazione della strage in cui i nazisti uccisero 32 civili innocenti e momento in cui le è stata virtualmente consegnata la cittadinanza onoraria.

«Sempre dobbiamo coltivare la memoria del dolore e delle sofferenze, che costò raggiungere la libertà di cui ancora oggi ci gioviamo e siamo chiamati a difendere ed estendere. Mai dimenticare, mai minimizzare. Questo il dovere di ogni comunità che voglia dirsi civile – aveva scritto la senatrice – Saluto e abbraccio le due superstiti Adua e Lilliana in una ricorrenza che tanto colpì il vostro territorio nel giugno del 1944, quando i nazisti e i loro complici fascisti compirono l’ennesimo eccidio, unico mezzo da loro conosciuto per cercare di stroncare l’insorgenza partigiana. Ma nonostante l’orrore di questi massacri la vittoria fu, infine, delle forze della Resistenza nazionale e degli Alleati del fronte antifascista. Sono onorata di essere vostra concittadina». Il Comune aveva deliberato per la cittadinanza a Segre «per quanto la sua illustre persona rappresenta per l’Italia e per gli italiani, per gli alti valori di moralità e per i messaggi di pace e speranza trasmessi dalla sua figura nonché quale espressione di solidarietà nei suoi confronti perché, pur avendo sofferto l’odio razziale, lutti, violenze e privazioni indicibili, ha avuto il coraggio di non odiare mentre focolai di bieco razzismo e antisemitismo continuano a serpeggiare colpendo Lei, simbolo dell’Italia antirazzista ed antifascista», si legge nella motivazione della delibera.


© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Gruppo SAE (SAPERE AUDE EDITORI) S.p.A, Viale Vittorio Alfieri n.9 - 57124 Livorno - P.I. 0195463049


I diritti delle immagini e dei testi sono riservati. È espressamente vietata la loro riproduzione con qualsiasi mezzo e l'adattamento totale o parziale.