In piazza l’omaggio di Reggio ai caduti e alle forze armate
La manifestazione è stata accompagnata dalla Fanfara dei Bersaglieri Gli studenti della Manzoni hanno ricordato i costi umani della Grande Guerra
REGGIO EMILIA. La Fanfara dei Bersaglieri, il clima mite di una bella giornata d’autunno e la spensieratezza dei bambini delle elementari e delle medie hanno fatto da contorno alle celebrazioni della “Giornata dell’unità nazionale e delle forze armate”.
La manifestazione ha avuto il suo momento culminante in piazza della Vittoria, così chiamata nel 1918 per celebrare l’esito della Prima Guerra Mondiale, di fronte al monumento ai caduti eretto negli anni Venti.
Pochi i cittadini comuni presenti, complice anche il fatto che il IV novembre è un giorno feriale.
«La festa di oggi – ha detto il sindaco Luca Vecchi – richiama e sottolinea temi importanti per la nostra comunità. Mi riferisco, nell’anno 160° dell’Unità d’Italia, al senso di unità nazionale: nel rispetto delle diversità, siamo un popolo solo, siamo l’Italia. Penso inoltre alla riconoscenza che dobbiamo alle forze armate, al loro impegno per la pace e la difesa e nei diversi ambiti di tutela della sicurezza e della libertà. E voglio sottolineare l’impegno civile che tutti noi abbiamo per la pace. L’impegno per la pace, da parte di tutti e di ciascuno, vuole essere un messaggio forte e convinto, da questa piazza, nel giorno in cui ricordiamo l’armistizio che portò alla fine della Prima Guerra Mondiale».
Dopo la messa in suffragio dei caduti nella Basilica della Madonna della Ghiara, sono state deposte corone al monumento ai caduti della Resistenza e al monumento ai caduti di tutte le guerre, in piazza della Vittoria, dove sono stati anche letti i messaggi del presidente della Repubblica, da parte del prefetto Iolanda Rolli, e del ministro della Difesa, da parte del colonnello Fabrizio Ghiretti, comandante del Comando militare dell’Esercito in Emilia-Romagna.
Al termine della cerimonia, studenti delle medie “Manzoni” hanno letto brani e poesie dedicati agli eventi di oggi.
Gli alunni hanno fra l’altro ricordato i 9 milioni di morti fra i militari e i 7 milioni di morti fra i civili, durate la prima guerra mondiale, a cui si aggiungono 20 milioni di mutilati e invalidi.
In Italia si contarono fra militari e civili 1,2 milioni di morti, in un Paese di circa 35 milioni di abitanti.
Le commemorazioni sono state promosse da Comune e Provincia di Reggio Emilia, Prefettura, Comando militare Esercito Emilia-Romagna, Comitato Democratico costituzionale e Comitato coordinamento fra le Associazioni d’arma e combattentistiche.
Le celebrazioni sono state all’insegna del milite ignoto. «Tutti i Pesi usciti dalla prima guerra mondiale, e fra questi l’Italia, sentirono l’esigenza di onorare il milite Ignoto ed in esso tutti i caduti, morti e dispersi – ha detto il colonnello Fabrizio Ghiretti – Nel nostro Paese però, con la grande celebrazione collettiva di 100 anni fa, emersero aspetti particolari: la preferenza per una madre (e non per un militare), Maria Bergamas - madre del sottotenente Antonio Bergamas, Caduto sull’Altopiano di Asiago - per la scelta del milite ignoto fra le 11 salme raccolte e composte nella basilica di Aquileia; l’organizzazione del convoglio ferroviario per il trasferimento della salma, con conseguente notevole coinvolgimento dei territori e segni tangibili di devozione e affetto verso il milite ignoto da parte della popolazione; e infine la dimensione fortemente popolare dell’omaggio al milite ignoto, un semplice cittadino e soldato».
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