È morto Giancarlo Tarquini, il magistrato reggiano che indagò sulle Br
Andò in pensione nel 2010 dopo 43 incredibili anni di carriera seguendo fatti di cronaca nera che hanno segnato la storia d'Italia
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REGGIO EMILIA. È morto Giancarlo Tarquini, magistrato, giurista ed ex procuratore capo di Brescia. Aveva 82 anni. Era nato a Reggio il 30 gennaio 1939. Dopo una carriera in magistratura lunga 43 anni, scrivendo pagine investigative importanti su fatti di cronaca nera rimasti nella memoria collettiva nazionale, nel dicembre del 2010, all’età di 70 anni, andò in pensione: «Ho dato tutto me stesso in nome della giustizia lascio senza rimpianti», aveva detto in quell’occasione ai giornalisti aprendo il suo personalissimo e incredibile «album dei ricordi». «Mi colpì Curcio e il suo spessore politico: erano gli anni delle rapine in serie di esproprio popolare ma li arrestammo», ricordò con loro.
Dopo le prime due «tappe» (pretore a Pavia e sostituto procuratore a Parma), per Tarquini iniziò nel 1970 il primo incarico duraturo e proprio nella «sua» Reggio. Diciannove anni molto intensi, «marchiati» dal terrorismo, da un criminale di primo livello come Paolo Bellini, da un omicidio che scosse le coscienze come quello di Alceste Campanile.
Poi sette anni a Parma (come procuratore capo) e il successivo approdo a Brescia (dove guidò la Procura) e in cui chiuse la carriera da magistrato.
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