Forme taroccate, salta la causa Il gup: «Generiche le accuse»
Richieste nulle di rinvio a giudizio dei 26 imputati, gli atti tornano alla pm Pantani Prescrizione incombente su alcuni reati. I difensori: «Imputazioni inconsistenti».
reggio emilia. Nella primavera di sei anni fa il manifestarsi di un’inchiesta a dir poco delicata sul versante agroalimentare, perché gli inquirenti ritengono vi sia il commercio di formaggio contraffatto che tocca due pilastri delle nostre tavole come il Parmigiano Reggiano e il Grana Padano. Poi dal dicembre scorso l’incardinarsi dell’udienza preliminare con 26 imputati.
Un passaggio giudiziario talmente battagliato che ieri in pochi minuti – depositando la relativa ordinanza – il gup Dario De Luca ha spazzato via il procedimento dichiarando «la nullità della richiesta di rinvio a giudizio – legge velocemente in aula le conclusioni il magistrato – così come depositata dal pm (Maria Rita Pantani, ndr) all’udienza del 14 maggio 2021, per indeterminatezza e genericità di tutti i capi d’imputazione, ad eccezione del capo F (riguardante 4 imputati e con al centro la presunta contraffazione di una fattura contabile inerente l’acquisto di fermenti lattici, inducendo così in errore il perito nominato dal gip nell’incidente probatorio, ndr) contestati agli imputati, per l’effetto, ritenuta la connessione anche con riguardo al predetto capo F». Un preambolo di peso per ordinare «la restituzione degli atti al pm». All’udienza-lampo sono presenti gli addetti ai lavori (accusa, difese) e l’imputato Mario Panazza. Lapidari i commenti – con i cronisti – all’uscita dall’aula. «Confermata la linea difensiva – dice l’avvocato Giovanni Tarquini che tutela il principale imputato, cioè Dante Bigi, fondatore della ditta Nuova Castelli – che da tempo ritiene inconsistenti le imputazioni formulate dal pm. Qui si voleva trattare come associazione a delinquere quelli che in realtà sono rapporti imprenditoriali e commerciali». Sulla stessa linea d’onda l’avvocato Roberto Sutich che assiste Giuseppe Alai, ex presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano: «Ormai da anni sostengo l’inconsistenza delle accuse mosse ad Alai, già presidente del Consorzio, il quale semmai, come attestato documentalmente, si era attivato per tutelare gli interessi del Consorzio stesso». E adesso cosa accadrà? Probabilmente la pm Pantani riformulerà le varie imputazioni tenendo conto delle osservazioni evidenziate nell’ordinanza dal gup De Luca, per poi notificare un nuovo avviso di chiusura-indagine e far ripartire l’iter. Fra l’altro alcuni reati contestati sono vicini alla prescrizione, inoltre le difese hanno sollevato dubbi – su alcune vicende – di competenza territoriale, chiedendo lo spostamento a Parma o Pavia. Insomma, è tutto da capire come ripartirà questa vicenda giudiziaria.
T.S.
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