Gazzetta di Reggio

Reggio

L’Ausl si prepara alla nuova ondata Solo non vaccinati tra i casi più gravi

di Ambra Prati
L’Ausl si prepara alla nuova ondata Solo non vaccinati tra i casi più gravi

Sono quattro (una ha 47 anni) le persone in Rianimazione  Marchesi: sbaglia chi pensa che la pandemia sia alle spalle

3 MINUTI DI LETTURA





di Ambra Prati

REGGIO EMILIA. Non è la quarta ondata, convitato di pietra di pietra che aleggia tra i presenti, ma aumentano i pazienti ricoverati per Covid in terapia intensiva: da due sono passati a quattro e tra questi c’è un 47enne che si è aggravato nelle ultime ore, tanto da essere trasferito da Pneumologia a Terapia intensiva. Gli altri pazienti in gravi condizioni sono reggiani di 49, 61 e 69 anni: tutti non vaccinati, hanno sottolineato i vertici Ausl durante il punto sullo stato dell’arte e sull’organizzazione vaccinale. «In contemporanea con i vari fronti di intervento continuiamo a somministrare prime e seconde dosi per chi lo desidera. Anzi rivolgiamo un invito a chi non si è ancora vaccinato: questo è il momento giusto», è stato l’appello dell’azienda sanitaria.

Ad oggi sono ventuno i ricoverati Covid in provincia. «Anche se i dati degli ultimi giorni sono confortanti per la nostra provincia, non possiamo nascondere la preoccupazione per quel che sta accadendo intorno a noi: qualcosa sta cambiando – ha esordito il direttore generale dell’Ausl Cristina Marchesi – Per il momento la situazione nazionale è una delle migliori in Europa. L’Emilia-Romagna e Reggio Emilia in particolare può contare su livelli di vaccinazioni e terze dosi elevate e questa alta copertura ci fa sperare che l’impatto sugli ospedali possa essere assorbito». Non siamo al semaforo rosso, insomma, ma «quel che desta preoccupazione è il futuro».

La quantità di pazienti Covid, rimasta costante per diversi mesi, in novembre ha segnato un lieve incremento che però non fa presagire un’impennata. «Rispetto alla media provinciale che tra settembre e ottobre si era dimezzata (da 41 a 20 casi di positività al giorno) questo mese ha sfiorato i 50 casi. La media dei ricoverati in terapia intensiva, che in ottobre era di uno, è salita a tre anzi a quattro per l’aggravamento di un paziente in Pneumologia – ha dichiarato il direttore del presidio ospedaliero Giorgio Mazzi – L’andamento della pandemia non vede ancora variazioni significative, ma questo non ci consente di azzerare i posti letto Covid a Reggio e Scandiano. Anche il recente aumento di positività è una spia che ci induce a non abbassare la guardia facendo attenzione anche ai segnali meno significativi in vista della stagione invernale. Ad oggi sono 21 i ricoverati Covid negli ospedali: quattro in Terapia intensiva (tutti non vaccinati), due in Pneumologia, nove in Malattie infettive e sette in Medicina Scandiano».

Un quadro chiaroscuro difficile da decifrare. Si tratta solo di nubi all’orizzonte o queste nubi annunciano un’imminente tempesta, con il freddo alle porte che potrebbe essere foriero di un altro picco infettivo? «Non lo sappiamo – ha dichiarato Marchesi – Quel che è certo è che siamo ben lungi dal dismettere le attività Covid correlate. Nell’opinione pubblica si è diffusa l’idea che la pandemia sia alle nostre spalle e che la sanità può occuparsi di altro: purtroppo non è così. Solo per mantenere l’argine contro il Covid l’impegno è molto alto e si dispiega più fuori dagli ospedali che all’interno. Se la situazione è molto buona lo dobbiamo al grandissimo lavoro di tracciamento, contenimento e vaccinazione».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google