Gazzetta di Reggio

Reggio

bagnolo, opposizione all’attacco 

«Nidi, tagli alla comunale per sezione paritaria»

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bagnolo. Durante il consiglio comunale del 27 ottobre, l’amministrazione comunale ha posto all’ordine del giorno le nuove convenzioni con le scuole dell’infanzia paritarie (cioè private). Il gruppo Bagnolo Bene Comune, rappresentato dalla consigliera comunale Mara Bertoldi, ha espresso voto contrario. «Le ragioni del nostro voto sono sia politiche che organizzative» spiega.

«Dal punto di vista politico, il nostro dissenso non riguarda le convenzioni in quanto tali, già riconosciute durante le precedenti amministrazioni, bensì l’attuale tendenza a spostare l’intero servizio per l’infanzia 0 – 6 anni verso il privato. Si tratta di una scelta che ribalta la politica portata avanti dalle gestioni di centro – sinistra, ispirate ai principi della legge 62/2000 (legge Berlinguer) e quindi fondate sull’idea che, in un sistema misto, debba comunque essere lo Stato, nelle sue articolazioni, a dettare gli indirizzi e gli standard qualitativi. I criteri delle convenzioni predisposti dalla attuale amministrazione e confermati in consiglio comunale puntano invece a depotenziare il ruolo dell’ente pubblico, spostando risorse dalla scuola pubblica a quella privata, riducendo la possibilità di scelta delle famiglie, privando la comunità di strumenti essenziali per governare questo importante servizio».

«Sul piano organizzativo, tutto ciò si è già tradotto nella chiusura della terza sezione del nido comunale e nella contestuale autorizzazione alle scuole paritarie parrocchiali di aprire un loro nido. Prende corpo sul nostro territorio la prospettiva di una progressiva privatizzazione dei servizi per l’infanzia – fa notare –. Rispetto alla quale Bagnolo Bene Comune ribadisce preoccupazione e contrarietà, non solo per la dismissione di una gestione pubblica che ha finora funzionato egregiamente, ma anche per il maggior costo che, alla lunga, comporterà l’affidamento al privato. È infatti evidente che quest’ultimo, acquisendo sempre più peso nella gestione del servizio 0 – 6 anni, finirà per dettarne costi e condizioni».

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