«Già al lavoro per migliorare il Sant’Anna»
Il sindaco Enrico Bini «Il prossimo quinquennio vedrà una profonda serie di interventi di adeguamento senza interferire sui servizi»
Castelnovo Monti. «Ritengo che il quadro che emerge sia incontrovertibilmente quello di un ospedale Sant’Anna che migliora e si consolida, e che guarda al futuro». In un momento in cui è piuttosto vivace il dibattito sugli ospedali della rete provinciale, interviene anche Enrico Bini, sindaco di Castelnovo Monti e delegato alla sanità dell’Unione Appennino. «Si discute in queste settimane – afferma – in relazione al periodo di ripresa non solo socioeconomica, ma anche sanitaria, con l’ovvio auspicio che gli attuali dati in leggera risalita non riportino a una situazione emergenziale. Ci è sembrato opportuno, in questo momento, compiere anche un excursus sulla sanità in montagna, a partire dall’ospedale Sant’Anna, pilastro fondamentale della tenuta sociale del nostro territorio».
«L’attuale situazione pandemica ha sottolineato come sia necessario mantenere una risposta adeguata dei vari presidi sanitari territoriali integrati in quel complesso sistema di rete ospedaliera che costituisce il presidio provinciale Ausl – dice Bini –. Con le progettualità del Pnrr e le varie disposizioni legislative degli ultimi 18 mesi, è iniziato un percorso di rifinanziamento e riorganizzazione del sistema sanità, per ripensare e riorganizzare le cure primarie, ma anche riflettere sul ruolo degli ospedali. Nel corso del prossimo quinquennio 2022-2026 l’assetto strutturale dell’ospedale di Castelnovo vedrà una profonda serie di interventi di adeguamento e miglioramento: il servizio di pronto soccorso si amplierà e adeguerà la propria logistica ai mutamenti organizzativo-gestionali emersi con la pandemia, mantenendo però intatta, durante tutto il tempo previsto per i lavori, la propria efficienza e capacità di risposta grazie a una serie di spostamenti e collocazioni provvisorie all’interno dei locali dell’ospedale stesso».
In particolare «l’intervento, in parte già previsto all’interno del Progetto Sant’Anna Plus, è stato integrato sulla base delle indicazione del Decreto legge 34/2020 che prevedono l’adeguamento alle normative di sicurezza introdotte con la pandemia e prevede l’ampliamento della struttura con l’identificazione di spazi triage, aree di attesa e percorsi differenziati tra gli utenti potenzialmente sospetti e quelli non sospetti, migliorando, nel contempo, le disponibilità di accoglienza e trattamento di tutta la casistica che il pronto soccorso di Castelnovo da sempre tratta, così da rendere ancor più efficace ed efficiente il servizio di Emergenza e urgenza».
Questa prima parte di intervento, del costo complessivo di circa 3 milioni di euro si svilupperà, articolata in varie fasi, nel corso degli anni 2022 e 2023.
«Contemporaneamente – aggiunge il sindaco Bini – vedrà la progettazione e accantieramento un più ampio intervento di adeguamento sismico di due dei complessi storici dell’ospedale, che attualmente ospitano sia spazi di ricovero che di servizi: sostanzialmente l’ingresso Day surgery–day hospital oncologico e il piano Uffici amministrativi e l’area della Cardiologia-medicina e ostetricia. Questo intervento di elevata complessità e impatto, garantirà l’adeguamento alle più recenti norme antisismiche di tutto l’ospedale, e, a fronte di un costo complessivo stimabile in circa 7,3 milioni di euro: vedrà termine entro il 2026. Anche nel corso di questa complessa fase di ristrutturazione, verranno compiuti spostamenti, ricollocazioni e riorganizzazione dei vari servizi interessati».
Sui progetti tecnologici, Bini conclude: «Il più importante impegno previsto in ambito di implementazione tecnologica è costituto dalla sostituzione dell’apparecchiatura di Risonanza magnetica che, dall’attuale dotazione di apparecchio da 0,4 Tesla passerà ad una più performante apparecchiatura da 1,5 Tesla, che consentirà di effettuare in loco anche tutte quelle indagini diagnostiche sull’addome, vie urinarie e prostata; encefalo e sistema nervoso; apparato osteomuscolare e apparato cardiorespiratorio per le quali attualmente i cittadini del distretto montano devono recarsi in altri ospedali della provincia. Questo intervento, del costo stimato di 700 mila euro, si concretizzerà entro il 2022».
Sono infine previsti anche interventi organizzativi: negli ultimi due anni, pur in piena emergenza pandemica, sono state consolidate tutte le strutture operanti in ambito ospedaliero con l’attribuzione della nuova direzione alla struttura complessa di Medicina interna, della responsabile delle strutture semplici di Endoscopia, Laboratorio analisi e trasfusionale e Pediatria, l’attribuzione del ruolo di direttore facente funzioni (in attesa di espletamento delle procedure di selezione concorsuale) per la struttura complessa di Chirurgia generale e la trasformazione della struttura semplice di Ortopedia e traumatologia in struttura complessa di Ortopedia e traumatologia di Castelnovo Monti - Scandiano.
«Per quanto riguarda il Punto nascite, su cui ovviamente si continua a discutere e mantenere alta l’attenzione, continuiamo a sollecitare costantemente la Regione affinché spinga il Governo a pronunciarsi sulla sperimentazione – conclude Enrico Bini – così che possa consentire la riapertura sulla quale il presidente Bonaccini si è impegnato».
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