«Ha sempre cercato la verità nel rispetto delle regole»
REGGIO EMILIA. Il magistrato Giancarlo Tarquini lascia la moglie Mariangela, i figli Elisabetta, Giovanni e Francesca e la sorella Ada.
I funerali si svolgeranno domani con partenza alle 15 dalla Casa funeraria Reverberi di via Terezin per la chiesa parrocchiale del Buon Pastore. Le esequie saranno celebrati da don Giuseppe Dossetti, amico del magistrato dai tempi del liceo classico Ariosto, e padre Lorenzo Volpe dell’ordine dei cappuccini di Reggio. Tarquini riposerà nel cimitero di Rivalta.
Il magistrato, era nato nel 1939 in via degli Incerti Tocci, nella zona del Gattaglio: figlio di un impiegato della questura, era rimasto orfano di madre molto presto.
Dopo il liceo classico si era laureato in giurisprudenza e presto si era orientato alla carriera di magistrato.
Abbiamo chiesto a Giovanni Tarquini, penalista reggiano, che negli ultimi dieci anni ha lavorato a fianco del padre, quale sia il principale insegnamento che il genitore lascia a tutti i familiari. «Ci portiamo dietro il suo grande insegnamento di umiltà e ricerca sempre della verità, nel rispetto delle regole. Un insegnamento da mettere in pratica non solo nel lavoro, ma nella vita di ogni giorno».
Il fatto che una volta in pensione l’ex magistrato abbia scelto di cimentarsi con il mestiere dell’avvocato, testimonia invece della sua «grande voglia di mettersi in gioco e accettare nuove sfide».
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