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SANT’ILARIO 

«La storia di Federica invita a cambiare norme e azioni»

«La storia di Federica invita a cambiare norme e azioni»

L’intervento di Grillone, presidente della fondazione “Durante e dopo di noi” «Servono l’intervento della politica e la collaborazione tra più attori sociali»

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SANT’ILARIO. «Servono, azioni politiche e la collaborazione tra genitori, persone con disabilità ed enti per costruire insieme norme, percorsi e patti per favorire l’inserimento effettivo di persone con disabilità nel mondo del lavoro». La storia di Federica Montagna, 29enne affetta da autismo che si è dimessa dopo 10 anni come dipendente alla scuola materna comunale “Fiastri” a 237 euro al mese, grazie a un progetto di inserimento gestito dall’Ausl, dà il là a riflessioni su strumenti normativi e azioni consolidate che non appaiono adeguati a rispondere alle necessità di inserimento delle persone disabili.

«La norma sui tirocini formativi va sicuramente aggiornata proprio a partire dall’ascolto di storie come quella di Federica e di tante altre persone», interviene Innocenza Grillone, presidente della Fondazione Durante e dopo di noi.

L’analisi delle statistiche è eloquente. «I dati aggiornati a settembre 2019 (ma con la pandemia le cose sono decisamente peggiorate) dicono che nella nostra provincia gli iscritti al collocamento mirato erano 5.788 e alla stessa data solo 796 le assunzioni – snocciola la Grillone –. Quindi circa 5000 persone con disabilità iscritte al collocamento erano senza “inserimento lavorativo” reale. Tra le 796 persone con disabilità collocate la stragrande maggioranza erano persone con disabilità sensoriale e/o motoria e persone divenute invalide durante la vita lavorativa. Il dato statistico è l’esito di un periodo storico che inizia con l’applicazione della legge 68/99 e di orientamenti che hanno normato (non certo a favore delle persone con disabilità) l’obbligo di assunzione del disabile offrendo di fatto alle aziende la possibilità di bypassare tale obbligo con il pagamento di una penale. Sarebbe interessante conoscere quanti dei collocati sono stati confermati dal datore di lavoro al termine del periodo di prova».

Anche secondo la Grillone, dunque, «occorre ripensare la legge 68/99 in modo da consentire inserimento lavorativo “reale” anche alle persone con disabilità psichica prevedendo per esempio in caso di assunzione, l’assenza totale di oneri a carico del datore di lavoro che li assume, il proseguimento dell’attività di tutoraggio e comunque benefici superiori a quelli attualmente previsti».

Fondamentale per la Grillone la partecipazione anche delle organizzazioni datoriali. Inoltre «sarebbe utile creare, a livello provinciale, un’equipe composta da professionisti provenienti dall’ambito psicosociale e dal servizio di collocamento al lavoro».

Del tutto assenti, sottolinea, dati sui tirocini formativi per disabili o altre forme di inserimento “terapeutico” attivi nel nostro territorio: «Solo una conoscenza approfondita dei dati di realtà ci permetterà di capire se esiste già una formula contrattuale applicabile per dare uno sbocco a questi tirocini formativi e trasformarli in “lavoro” – in base a determinati parametri e condizioni – oppure occorrerà inventarla».

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