Silvetti inizia la salita verso la vetta dell’Ama Dablam in Himalaya
L’alpinista e insegnante porta pc donati da ditte appenniniche alla scuola superiore della valle dell’Everest, dove tiene un corso
Castelnovo Monti. Ha concluso il periodo di acclimatamento l’alpinista, trekker e insegnante castelnovese Fabrizio Silvetti, in questo periodo impegnato nel tentativo di scalata dell’Ama Dablam, in Himalaya.
«La fase di acclimatamento – racconta lo stesso Silvetti – mi ha portato fino al campo base dell’Everest e a Kalapattar, a 5.500 metri di altezza. Domani mi trasferirò al campo base dell’Ama Dablam per iniziare la salita».
Silvetti, già più volte in vetta a cime oltre quota 8.000 sulla cantena dell’Himalaya, ha una grande esperienza: ha scalato lo Shisha Pangma, nel 2013; il Gasherbrum 2, assieme a Samuele Sentieri, nel 2011, e il Manaslu nel 2017. Ora l’obiettivo è appunto l’Ama Dablam: una vetta di 6.812 metri che si trova in Nepal, nella valle del Khumbu Himal. La montagna domina la valle del Dudh Kosi (“fiume di latte”) che porta verso i campi base del Lhotse, Everest ed altri picchi del Mahalangur Himal.
Definita per la sua forma slanciata il Cervino dell’Himalaya, la sua scalata presenta notevoli difficoltà. La si può ammirare lungo il trekking al campo base dell’Everest, in particolare dal monastero buddista di Thyangpoche (Tengboche, 3.850 metri) e le vallate del Dudh Kosi fino a Chukkung. La montagna è oggetto del film dello scalatore Reinhold Messner, presentato nel 2017 al Bergfestival di Bressanone con lo stesso nome.
Oltre al tentativo di salita dell’Ama Dablam, il viaggio di Fabrizio Silvetti prevede la dotazione alla Khumjung High School, unica scuola superiore della valle dell’Everest, fondata da sir Edmund Hillary, con dispositivi elettronici programmabili (notebook, microcomputer e microcontrollori) e la sua permanenza di due settimane nella scuola per tenere un corso di programmazione informatica per docenti e ragazzi. Il progetto di Silvetti ha coinvolto tante realtà del territorio appenninico reggiano, in particolare aziende che hanno messo a disposizione il materiale tecnologico da portare alla scuola superiore della valle dell’Everest e che supportano l’iniziativa con il loro contributo.
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