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«Supporto formidabile per le attività didattiche»

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CORREGGIO. A sottolineare l’importanza scientifica della collezione paleontologica di Luca Dimitri Bertolaso è Gabriele Fabbrici, il direttore del museo Il Correggio a cui la donazione è destinata.

«Centinaia di gasteropodi, scafopodi, lamellibranchi, brachiopodi, coralli, spugne fossili costituiscono il contenuto delle circa 40 scatole, per 350 sacchetti, costituenti la raccolta consegnata dalla famiglia Bertolaso. Spiccano, per eccezionalità, i due esemplari di ricci di mare (echinoidi) all’interno dei gessi delle cave di Vezzano».

L’importanza di questi reperti sta nel fatto che il loro ritrovamento a Vezzano dimostra «una situazione ambientale analoga e quasi coeva, in due zone diverse e molto distanti tra loro del bacino del Mediterraneo», l’appennino reggiano appunto e l’Andalusia – ad Almeria l’altro unico esemplare analogo risalente allo stesso periodo – nel periodo del Messiniano (Miocene superiore): in questa particolare fase geologica il Mediterraneo rimase isolato dall’oceano Atlantico a seguito della chiusura dello stretto di Gibilterra.

La raccolta ora è in corso di catalogazione da parte degli esperti della Società Reggiana di Scienze Naturali, di cui Bertolaso era socio attivo, e dello stesso Fabbrici. «Completata la ricognizione catalografica, la collezione Bertolaso – conclude il direttore – potrà diventare uno formidabile supporto per le attività didattiche future del Museo».

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