All’ospedale civile il primo espianto di vari organi a cuore fermo
Donati fegato e cornee grazie a una tecnica innovativa. È il settimo intervento analogo compiuto nel Reggiano
GUASTALLA. Per la prima volta all’ospedale civile di Guastalla è stato effettuato un prelievo multiorgano a cuore fermo, con la tecnica della circolazione sanguigna extracorporea, che ha consentito la donazione di fegato e cornee, grazie all’immensa generosità della famiglia di una paziente deceduta.
Si tratta di evento eccezionale, il settimo del genere nella nostra provincia (il primo intervento analogo fu nel 2019), grazie a uno straordinario lavoro di squadra a livello regionale.
Coinvolta una squadra di 30 professionisti tra medici, infermieri e tecnici dell’Azienda Usl Irccs di Reggio Emilia, dell’ospedale Bufalini di Cesena e dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Bologna.
Il prelievo è stato eseguito da una donatrice il cui cuore si era fermato, attraverso l’impiego dell’Ecmo (in inglese Extracorporeal membrane oxygenation): una particolare apparecchiatura che consente la circolazione sanguigna extracorporea e quindi l’ossigenazione degli organi.
Dalle preparazione alla conclusione dell’intervento chirurgico, il team di professionisti ha operato dalle 6.30 del mattino alle 19.
Nella procedura eseguita più frequentemente, il prelievo di organi è effettuato a cuore battente, su un donatore in morte encefalica.
In questo caso, invece, l’intervento è stato eseguito a cuore fermo. Dopo l’accertamento del decesso, viene preservata la vascolarizzazione degli organi grazie alle procedure di perfusione extracorporea con Ecmo.
«Non avremmo mai pensato di arrivare a eseguire questa procedura all’ospedale di Guastalla – spiega la dottoressa Uliana Ferrari, coordinatore locale donazioni organi e tessuti – ma ci siamo riusciti, ed è una soddisfazione. A riprova che non si è mai troppo piccoli per fare la differenza. Dietro a questo tipo di intervento c’è un processo complicato, per cui è necessario che alcune condizioni si verifichino in contemporanea e altre in maniera consequenziale. Tutti i professionisti coinvolti hanno dedicato enorme impegno e attenzione, perché quello che ci muove è la grande motivazione e perché dietro c’è il pensiero di contribuire con il nostro operato a dare nuova speranza, grazie al dono e alla generosità di alcune persone, a qualcuno che attende. Un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno collaborato a vario titolo a questo evento».
L’intervento è di un’eccezionalità assoluta: a Reggio Emilia, fino a due anni fa, non era mai stato eseguito in questa modalità. La prima volta fu nel 2019. Ha coinvolto l’Ecmoteam, una squadra organizzata per la regione Emilia-Romagna dalla Rianimazione dell’ospedale di Cesena, composta da cinque specialisti e un’équipe per il reimpianto degli organi sul ricevente, giunta da Bologna.
Per Guastalla erano presenti tre infermieri professionisti di Terapia intensiva e quattro di sala operatoria, due medici rianimatori, un tecnico di laboratorio, un medico di laboratorio, un tecnico di radiologia e un medico radiologo, due infermieri Tpm (Transplant procurement manager), oltre ad Alessandro Grandi (coordinatore referente aziendale per donazioni organi e tessuti), il coordinatore medico locale e aziendale Elisa Becchi e il referente locale donazioni organi e tessuti Uliana Ferrari.
«Tempo e sinergia tra tutti i vari specialisti – spiega Grandi – sono due fattori fondamentali. È essenziale la rapidità di impianto dell’Ecmo, per garantire la circolazione del sangue e l’ossigenazione degli organi addominali. È fondamentale inoltre il coordinamento tra gli operatori perché il mantenimento degli organi è un tassello della filiera che porta al prelievo e da questo al trapianto. Il team ha lavorato in maniera minuziosa e instancabile, grazie davvero a tutti».
La prima donazione di organi a cuore fermo in Emilia Romagna è stata eseguita all’ospedale di Parma nel 2016. La tecnica rappresenta una risorsa crescente, sempre più importante, permettendo, come in questo caso, l’utilizzo di organi riperfusi attraverso una circolazione extracorporea.
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