Uccisa dalla malattia dopo una vita spesa ad aiutare i più fragili
Commozione per la morte della 72enne Giuliana Manfredini «Sempre attenta e generosa verso i deboli e i disagiati»
REGGIO EMILIA. «La ricorderemo sempre attenta, disponibile, amichevole, rassicurante e generosa verso deboli e disagiati». È un ricordo commosso e sincero quello degli amici e dei colleghi di lavoro per la morte di Giuliana Manfredini, scomparsa dopo una lunga malattia e dopo aver trascorso la sua vita al servizio delle persone fragili. La donna si è spenta a 72 anni alla Madonna dell’UIiveto, dove si trovava da qualche tempo dopo aver scoperto sei anni fa il male che l’ha strappata all’affetto dei suoi cari. Non solo l’amore del marito Tiziano Codeluppi, della figlia Federica e del nipote Edoardo, che le sono stati vicini fino all’ultimo e ora ne piangono affranti la scomparsa. Ma anche di tutti coloro che l’hanno conosciuta, ai quali Giuliana ha lasciato un ricordo indelebile.
Nata a Cadelboso Sopra, dopo aver conseguito il diploma di maestra d’arte del tessuto, Giuliana Manfredini ha lavorato in un importante studio di architettura di Reggio. «Ma in lei – ricordano amici e colleghi – si stava insistentemente inserendo il desiderio di aiutare le persone fragili. Così agli inizi degli anni Settanta ha iniziato come insegnante la sua nuova missione all’Ospedale Psichiatrico San Lazzaro nell’ambito dei progetti gestiti dal centro di formazione professionale Enaip, lavorando con i disabili psichici nei laboratori artistici attivi nella struttura. Il suo impegno è poi continuato con adolescenti e adulti svantaggiati presso diversi ambiti istituzionali del territorio provinciale». Un impegno portato avanti con la massima dedizione. «Molti sono i giovani che nei vari centri dove lei ha prestato la sua esperienza hanno potuto beneficiare del suo aiuto finalizzato alle attività formative e sociali – proseguono amici e colleghi – Con la sua sensibilità ed attitudine artistica, Giuliana ha rappresentato un apprezzato riferimento di mediazione tessendo una trama di umanità tra i disabili e l’ambiente circostante; li ha aiutati e sostenuti proponendo loro sempre nuovi stimoli, soprattutto coinvolgendoli in attività artistiche creative adattate ad ogni singolo allievo. Ha svolto il suo lavoro con il sorriso sempre sulle labbra e con consapevolezza ha creato una speciale empatia con gli ospiti delle varie strutture in cui si è trovata ad operare. Ha donato ai partecipanti non solo opportunità formative, è riuscita spesso a trasferire in loro la certezza del risultato attraverso emozioni, serenità e certezze».
Per quanti l’hanno conosciuta, «Giuliana è stata un donna che senza tralasciare i suoi impegni di moglie, di mamma ed anche di nonna ha magistralmente gestito il tutto come un grande maestro concertista».
I funerali si svolgeranno domani partendo alle 11 dalla Casa Funeraria Reverberi di via Terezin, 21 per la Chiesa di Sant’Agostino. Al termine della funzione religiosa si proseguirà in forma privata per l’ara crematoria. Per un ultimo saluto, il suo feretro sarà esposto oggi dalle 14. Dalla famiglia ringraziano coloro che interverranno alla cerimonia e chiedono eventuali offerte in memoria da devolvere al Core.
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