Pd, per il congresso il cerchio si stringe e la sfida ora diventa una corsa a due
Approvato dalla direzione provinciale il regolamento Malavasi e Gazza in pole, si lavora a un candidato unitario
Roberto Fontanili
REGGIO EMILIA. Ieri sera la Direzione provinciale del Pd ha votato il regolamento, fissato le date entro le quali dovranno svolgersi i congressi di circolo e dato il via alla raccolta firme per la presentazione, entro il prossimo 19 novembre, delle candidature a segretario provinciale.
Un atto formale che apre la stagione congressuale provinciale che si svolgerà con una novità rispetto al passato: la mancanza di un congresso nazionale e l’assenza di una discussione su mozioni nazionali e tesi politiche correntizie contrapposte. Ciò significa che quello che andrà in scena sarà un congresso su persone e nello specifico per Reggio, un confronto che dovrà anche fare i conti con lo spettro irrisolto del nodo Festareggio e dei debiti accumulati. Una ferita ancora aperta nei circoli e nei volontari. Un tema che è già emerso nelle scorse settimane con la mancata approvazione della proposta di un Piano di rientro che vede i circoli Pd chiamati a ripianare il deficit accumulato. Una discussione congelata proprio in attesa di un congresso provinciale che ridisegni la segreteria e nomini anche il nuovo tesoriere, dal momento che quello attuale, ovvero Maino Marchi, è in scadenza. Insomma, quello alle porte non è un congresso politico, ma piuttosto un congresso di posizionamento, anche in vista delle prossime scadenze elettorali e al fatto che molti sindaci reggiani sono al loro secondo mandato e quindi ineleggibili. Un’assise provinciale che deve fare i conti anche con una parte del partitone (o ex partitone, visto l’esiguo numero degli iscritti, all’incirca 3.500), che sostiene che il Pd non può ridursi ad essere il partito degli amministratori e che per la situazione delicata in cui si trova ha bisogno di una guida a tempo pieno.
Non per questo mancano i candidati, anche se fino all’ultimo ci sarà la ricerca di un nome unitario in grado di ottenere un consenso tale da portare fuori il Pd reggiano dalle attuali secche. In attesa dell’ufficializzazione delle candidature le voci interne al Pd danno ai nastri di partenza due candidati: Massimo Gazza che fa parte della segreteria provinciale e regionale del Pd e Ilenia Malavasi sindaco di Correggio, vicepresidente della Provincia e inserita su proposta dall’attuale segretario reggente Gigliola Venturini nella segreteria provinciale. Due profili diversi, con il primo che potrebbe raccogliere i voti dell’area zingarettiana (che significa tutto e niente in un Pd come quello reggiano che si è riconosciuto prima in Bersani, poi in Renzi e infine in Zingaretti nel giro di pochi anni), e la seconda appoggiata dalla corrente lettiana di cui Ilenia Malavasi è stata sostenitrice dalla prima ora e, forse, da una parte dell’area di ex bersaniani. Quell’area che allo scorso congresso aveva eletto Andrea Costa a segretario provinciale, a seguito dell’accordo all’ultimo momento con gli allora civatiani, prevalendo su Giammaria Manghi per 13 voti.
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