Proteste per il futuro negozio «Lì si venderà cannabis light»
La nuova attività è del tutto legittima e avrà distributori self-service di bevande Alcuni cittadini chiedono lo stop per il timore del viavai di persone anche di notte
GUASTALLA. In via Gonzaga, in pieno centro storico, al civico 39 sono in corso lavori di ristrutturazione nell’ex negozio “Compro Oro”, che a breve ospiterà distributori automatici di bevande alcoliche, alimenti e – secondo alcuni cittadini – anche cannabis light. L’imminente arrivo della nuova attività commerciale è confermata anche dall’Ufficio Commercio del Comune. Il negozio sorgerà in un palazzo condominiale. Appena si sono sparse le voci di questa nuova attività, diversi cittadini e commercianti, oltre che ad alcuni inquilini del palazzo, si sono allarmati. I distributori self-service di cannabis light, che di norma funzionano 24 su 24 ore, vengono spesso visti come un’istigazione al consumo di una sostanza legale che si teme possa comunque avere qualche effetto su chi l’assume. Anche perché, a differenza di un negozio gestito da una persona – che la gente si augura sia dotata di quel buonsenso necessario a non vendere ai minorenni alcun tipo di sostanza contenente cannabis – nelle macchinette distributrici è sufficiente la tessera sanitaria per accedere ai prodotti. Questo strumento di controllo dell’età si rivela particolarmente facile da aggirare in quanto i ragazzini minorenni potrebbero tranquillamente chiedere in prestito la tessera sanitaria di amici maggiorenni e procedere quindi indisturbati all’acquisto dei prodotti desiderati. Tutto ciò senza alcuna sorveglianza. Nonostante tutto ciò che è possibile acquistare in queste “macchinette” sia legale, in quanto contenente un tasso di Thc (il principio psicoattivo contenuto nella cannabis, quello che oltre certi livelli provoca stati di alterazione a livello fisico e mentale) inferiore ai limiti imposti dalla legge italiana, l’uso o l’abuso di tali prodotti non pare essere scientificamente esente da rischi al 100%. Lo ha affermato nella seduta del 10 aprile 2108 il Consiglio Superiore della Sanità, il quale ritiene che «la pericolosità dei prodotti contenenti o costituiti da infiorescenze di canapa, in cui viene indicata in etichetta la presenza di cannabis, cannabis light o cannabis leggera, non può essere esclusa». Per questo c’è chi protesta, anche se i promotori del negozio escludono la vendita di cannabis light (vedi articolo a lato). Proteste che chiedono che questa attività, seppur legale, non apra in centro storico. Alcuni genitori guastallesi chiedono che l’apertura di simili attività vengano arginate, se non bloccate definitivamente. Ma le ragioni delle proteste non sono tutte qui: c’è chi è preoccupato anche per l’eventuale abbandono di bottiglie lungo la centralissima via Gonzaga, per il possibile viavai di gente e per l’aumento di traffico e soste sulla strada principale e nelle vie limitrofe a qualunque ora del giorno e della notte.
Mauro Pinotti
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