«Reparto appena inaugurato già in sofferenza di personale»
L’opposizione interpella il sindaco Camilla Verona. Soliani e Benaglia: «È costato 1,26 milioni Era opportuno avviarlo?»
GUASTALLA. Ha richiesto un anno di lavoro e un investimento di circa 1,26 milioni di euro, la definitiva conversione in settore ad Alta intensità medica di una delle tre aree dell’Unità internistica multi disciplinare (Uimd) dell’ospedale civile di Guastalla, diretta da Fabrizio Boni.
L’intervento rientrava tra i finanziamenti ad hoc previsti dal decreto Rilancio e segue le “Linee di indirizzo organizzative per il potenziamento della rete ospedaliera per emergenza Covid-19” e i successivi indirizzi regionali in materia. Peccato che, dopo poco più di un mese dall’inaugurazione, il nuovo reparto è stato depotenziato per mancanza di personale. Questo, almeno, è quanto si sostiene in una interpellanza presentata al sindaco Camilla Verona, in qualità anche di presidente dell’Unione dei Comuni della Bassa reggiana, dal gruppo di opposizione “Avanti Guastalla”.
In sostanza, nel documento i consiglieri Gianluca Soliani e Francesco Benaglia pongono cinque quesiti. «Si conferma il ridimensionamento del reparto di Alta intensità medica? E, in caso affermativo, a quali cause, precisamente, è riconducibile? Quali sono le prospettive temporali di riattivazione della piena funzionalità del reparto? Cosa intende fare, l’amministrazione comunale, per cercare di incidere sui tempi di riattivazione della sua piena funzionalità?»
E ancora: «Era opportuno inaugurare il reparto in questione prima che si disponesse di tutto il personale necessario? Non era il caso di menzionare, nella risposta alla nostra precedente interpellanza le difficoltà di reperimento del personale necessario per il funzionamento del reparto?». La risposta alle loro domande verrà data durante il prossimo consiglio comunale, come da prassi voluta dall’amministrazione comunale.
Il nuovo settore contava su 15-17 posti letto, dei complessivi 60 del reparto, suddivisi in due settori: il primo con 9 letti per pazienti che necessitano di alta intensità assistenziale (4 stanze doppie, una singola), il secondo con 6-8 letti da utilizzare in modalità flessibile: alta intensità (8 posti letto) oppure terapia intensiva (6 posti letto).
La dotazione tecnologica dal punto di vista impiantistico e biomedicale ha assorbito circa un terzo delle risorse. L’intero reparto era stato poi dotato di un sistema di monitoraggio telemetrico dei parametri vitali e di monitoraggio visivo dei pazienti in remoto con telecamere (dalla guardiola) e di moderni sistemi di sollevamento per l’ausilio alle movimentazioni dei degenti, di sistemi per infusione dei farmaci e di un nuovo ecografo, oltre che attrezzature di base quali defibrillatore e carrello per emergenze.
M.P.
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