Alla Sanità regionale 9 miliardi per coprire il 2021
REGGIO EMILIA. Ha avuto parere favorevole pochi giorni fa lo schema di delibera della Giunta regionale sulle “Linee di programmazione e finanziamento delle aziende sanitarie per il 2021”. Il voto favorevole è stato espresso dai consiglieri di maggioranza – l’opposizione ha votato contro – in commissione Politiche per la salute e politiche sociale.
Mentre la maggioranza ha apprezzato le linee guida della delibera, pur auspicando un intervento anche in assemblea su case della salute, ospedali di comunità e medicina territoriale, l’opposizione ha criticato diversi punti del documento, fra cui il recupero delle prestazioni annullate per l’emergenza Covid, gli organici negli ospedali, l’interruzione di gravidanza con l’utilizzo della RU 486 nei consultori, le case di comunità nonché il fatto che non sia stato messo a disposizione dei consiglieri il documento, che doveva essere presentato il 31 ottobre.
LE RISORSE
Complessivamente, il finanziamento per la programmazione 2021 è di 9,1 miliardi. Di questi, 7,7 miliardi saranno utilizzati per il finanziamento dei Lea (Livelli essenziali di assistenza); 244 milioni per integrare la quota capitaria a supporto dei disavanzi; 73 milioni per il servizio integrato sanità e università; 275 milioni per la qualificazione delle Asl; 48 milioni per ricerca e innovazione; 572 milioni per il servizio sanitario regionale, di cui l'accantonamento (180 milioni per il personale e 22 per la dirigenza) per i rinnovi contrattuali del periodo 2019-2021 (con un incremento nel 2022).
L’EFFETTO COVID
La delibera sulla sanità, che risente anche nel 2021 della pandemia, individua le risorse per ogni azienda Asl: il fabbisogno standard nazionale per il 2022 è 122 miliardi e all’interno c’è una quota per le emergenze 2020 (1,4 miliardi). Ulteriori risorse sono previste per le emergenze 2021 e per l’Emilia-Romagna ci sono 140 milioni. I rimborsi 2020 erogati dalla struttura commissariale ammontano a 1 miliardo in tutta Italia e alla nostra regione sono arrivati 216 milioni, aggiunti ai 17 già erogati, e altri 250 milioni dalla riprogrammazione dei fondi europei. In totale, per il 2021, all’Emilia-Romagna spettano 8,6 miliardi per il fabbisogno standard, di cui 62 milioni per gli obiettivi del piano; 45 milioni per il per fondo farmaci innovativi non oncologici, 35 milioni per i farmaci innovativi oncologici: in totale 876 milioni a cui si aggiungono i 140 dei decreti emergenziali. Inoltre, ci sono i finanziamenti provenienti dal bilancio della Regione, un totale di 131 milioni (89,9 milioni per il fondo regionale della non autosufficienza, 8,5 milioni per l’esenzione del ticket delle visite specialistiche per le famiglie con più di un figlio, 13 milioni per gli indennizzi degli emotrasfusi, 20 milioni per la copertura delle perdite pregresse, prima del 2011). Il 2020 è stato caratterizzato dai costi per il Covid. Ma i finanziamenti Covid sono calati di 127 milioni e mancano rimborsi e fondi europei (un calo complessivo di 483 milioni uniti a 127 dei fondi per le emergenze) per un totale di 700 milioni. La Regione, poi, ha annullato tutte le partite accantonate negli anni dando alla programmazione aziendale una quota ulteriore di 207 milioni.
IL DIBATTITO
Secondo il capogruppo di Fratelli d’Italia, Marco Lisei, «ci sono difficoltà nel reperire organici per alcuni reparti, tipo i pronto soccorso». Daniele Marchetti (Lega) ha esordito citando «i dati preoccupanti di alcune Asl riguardo le liste di attesa per i ricoveri e le visite specialistiche», mentre per Palma Costi (Pd) «è importante l’assistenza sanitaria collettiva. E sulla prevenzione non si può abbassare la guardia».
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