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Fatture false 

Billions resta a Reggio Emilia respinta l’istanza delle difese

E.L.T.

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REGGIO EMILIA. Il vortice dell’inchiesta Billions rimarrà a gravitare su Reggio. A deciderlo ieri è stata la giudice Chiara Alberti, che ha rigettato l’istanza presentata da alcuni difensori che avevano chiesto di spostare il maxi processo sulle false fatture nelle province dove avevano sede le società – spesso cartiere – finite nell’indagine.

I diciannove imputati rimarranno nell’aula del tribunale di Reggio, dove ieri ha preso la parola il pm Giacomo Forte, titolare dell’inchiesta che nel settembre 2018 portò all’iscrizione di 49 persone nel registro degli indagati. Al centro c’è il noto meccanismo delle false fatturazioni emesse a imprenditori per consentire loro di pagare meno tasse (una modalità criminale che si riscontra in tanti processi e inchieste). Il magistrato ieri ha chiesto la trascrizione di alcune intercettazioni.

Le eccezioni territoriali erano state sollevate dai legali di due imputati bresciani, Giacomo Baronio (1967) e Rajae El Aid (1970) che hanno detto che i loro assistiti sono già indagati a Cremona per le medesime vicende di false fatture relative agli anni 2014, 2015 e 201. Inoltre, i difensori avevano detto che sempre a Cremona è stata emessa una condanna di primo grado. Analoga eccezione di competenza territoriale è stata avanzata per il titolare di un’azienda di metalli di Cremona (Pedroni). Il pm Forte si era però opposto a queste richieste sostenendo che la competenza spetta a Reggio Emilia per una serie di ragioni, non da ultima quella relativa al fatto che gli imputati sono venuti a Reggio per recuperare il denaro in contante dopo che con dei bonifici avevano pagato chi aveva emesso false fatture (per prestazioni inesistenti). Reggio Emilia, pertanto, resta il centro di questa attività criminale.

E.L.T.

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