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NOVELLARA, LA LINEA REGGIO-GUASTALLA 

Il comitato locale: «No alla soppressione della fermata ferroviaria a San Bernardino»

Alessndro Cagossi

«Bene il sovrappasso all’incrocio proposto da Fer, ma si tenga in considerazione la necessità di spostamento degli abitanti»

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Alessndro Cagossi

NOVELLARA. Non si sono fatte attendere le reazioni al rischio di soppressione della fermata ferroviaria di San Bernardino, che potrebbe essere conseguente alla realizzazione dell’annunciato sovrappasso – in fase di progettazione – nei pressi della stazione della frazione novellarese.

L’ipotesi dello stop alle fermate e la dismissione della stazione, in base ai piani di Fer – che tuttavia non sarebbero stati ancora resi noti agli amministratori locali – non è stata esclusa giovedì scorso in consiglio comunale dalla sindaca Elena Carletti.

L’associazione “Terreni nuovi”, che riunisce molti residenti sanbernardinesi, per voce del suo presidente Mauro Consolini «valuta positivamente la proposta avanzata da Fer sulla realizzazione di un sovrappasso all’incrocio ferroviario di San Bernardino, ritenendo però improponibile la soppressione della fermata dei mezzi ferroviari nella stazione più importante tra Guastalla e Novellara. Pertanto chiediamo che il progetto tenga in considerazione la necessità di spostamento degli abitanti di San Bernardino e di un territorio che verrebbe gravemente isolato».

Da qualche anno l’associazione civica si è mobilitata segnalando a Fer e Provincia la pericolosità dell’incrocio ferroviario dove dovrebbe sorgere il sovrappasso.

Anche la capogruppo del Movimento 5 Stelle novellarese, Valentina Canova, ha preso posizione sul tema: «Se dovesse realizzarsi la soppressione delle fermate delle frazioni, deve essere istituito e garantito un servizio sostitutivo efficiente. I residenti delle frazioni non sono cittadini di serie B, ma hanno il diritto di avere un servizio di trasporto pubblico degno di questo nome. Sulle chiusure dei passaggi a livello, ma soprattutto sulle possibili alternative a questi passaggi, auspichiamo anche che Fer e la Regione decidano ascoltando le indicazioni pervenute dai Comuni della tratta. Se da una parte è innegabile l’esigenza di chiudere i passaggi a livello obsoleti e troppo ravvicinati per permettere l’ammodernamento e l’elettrificazione della linea, dall’altra queste chiusure non devono essere penalizzanti per i cittadini che transitano quotidianamente su strade interne ai paesi».

Critici i consiglieri del gruppo di minoranza “Insieme” (Cristina Fantinati, Luca Dall’Aglio e Ivo Germani), che chiedono «l’azzeramento dei vertici Fer per l’immane ritardo con cui si sta procedendo a mettere mano ai problemi strutturali della tratta Reggio-Guastalla, senza dimenticare gli innumerevoli disservizi che si protraggono da troppi anni. Agli amministratori locali diciamo che togliere la stazione in una delle frazioni novellaresi meno servite e più dimenticate, in fase di spopolamento costante, rappresenta un grosso errore. Noi chiediamo che la fermata venga mantenuta e la stazione, dopo che sarà realizzato il sovrappasso, venga dotata di scale mobili e ascensori per permettere a tutti di poter prendere il treno senza barriere architettoniche. Ben venga l’elettrificazione della linea, più volte rimandata, ma con la chiusura della stazione si prospetterebbe il ritorno al servizio pubblico sostitutivo su gomma: una scelta ecologica scellerata».

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